Spesso, il marciume apicale è riconducibile a un problema di stress idrico della coltivazione. Una temporanea deficienza idrica induce la pianta a una veloce sottrazione dell’acqua dai frutti verso le foglie interferendo in questo modo a una veloce sottrazione dell’acqua. I frutti essendo sprovvisti di stomi e quindi di attività traspiratoria, soccombono. Gli altri organi vegetativi sono invece sani, giacché sono predisposti al ricambio idrico. Il calcio è un elemento che nella pianta di pomodoro è trasportato insieme all’acqua nel flusso evapotraspirativo. Per questo motivo si concentra nelle zone con maggiore presenza di stomi, ossia le foglie a discapito dei frutti. Le condizioni ambientali che favoriscono il marciume sono l’alta temperatura e la bassa umidità atmosferica. Queste, infatti, dirottano l’acqua e quindi il calcio verso l’apparato fogliare. IL marciume apicale si presenza frequentemente in quei terreni che sono facilmente suscettibili a variazioni repentine del regime idrico. Come in buona parte delle fisiopatie, è fondamentale agire in prevenzione, per evitare il manifestarsi delle condizioni che predispongono al problema. In primo luogo, all’inizio della stagione, occorre intervenire con irrigazioni equilibrate, evitando somministrazioni eccessive alternate a periodi di siccità, applicando Il principio irrigare poco e spesso. Altro accorgimento necessario è quello di adottare un sistema di annaffiamento a goccia che consente una dispersione dell’acqua più regolare e controllata, da preferire ai sistemi per scorrimento oppure a solchi. In questi casi, infatti, molto spesso vi sono parti delle aiuole a orto irrigate in modo eccessivo e parti che invece presentano un livello di umidità poco soddisfacente. Una buona lavorazione del terreno migliora le condizioni fisiche e garantisce il drenaggio. Per migliorare l’umidità del terreno e diminuire l’evapotraspirazione ci viene d’aiuto la pacciamatura naturale.

La copertura del terreno con sfalci di erba può essere un sistema che aiuta a evitare l’evapotraspirazione dell’acqua del terreno. Altre tecniche agronomiche atte a prevenire il marciume apicale sono gli interventi diretti sulle piante attraverso periodiche potature.  Il pomodoro, produce dei germogli all’ascella delle varie foglie, chiamati femminelle; Questi devono essere recisi vicino alla base appena possibile, perché disperdono l’energia della pianta, lo stesso vale per i succhioni che crescono alla base. Occorre poi defogliare periodicamente, eliminando le foglie gialle o colpite da malattie fungine. Altro accorgimento è di non togliere i pomodori colpiti dal marciume ma lasciarli maturare fino all’ultimo anche se ormai sono destinati al compostaggio e non al consumo; serviranno per portare la fisiopatia sul frutto già colpito preservando i nuovi. Molto indicati per le mancanze di calcio sono le concimazioni fogliari da utilizzare a dosaggi e con norme consigliati in etichetta da parte del produttore. E’ buona norma non aspettare il verificarsi della fisiopatia per intervenire, ma agire d’anticipo con un’adeguata prevenzione. La presenza di marciume apicale nei frutti di pomodoro deriva quindi da un delicato equilibrio fisiologico, che non sempre è facile da garantire alla coltura. Possiamo quindi sfruttare la diversa tolleranza delle varietà di pomodoro a questo fenomeno. Tra le diverse varietà di pomodoro ce ne sono alcune colpite maggiormente, una su tutte e la san Marzano ma anche il cuore di bue così come i pomodorini a taglia piccola. Le varietà tonde lisce o a grappolo sono tendenzialmente meno interessate rispetto a quelle a frutto allungato.

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Foto: Marciume apicale del pomodoro

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.