L’insetto

Le varie specie di cimice del cavolo appartengono al genere Eurydema, della famiglia dei Pentatomidi, compiono quasi tutte due generazioni all’anno e colpiscono in particolar modo i cavoli, ma anche altre crucifere come i ravanelli. Il corpo, ovaleggiante ed appiattito come quello di altri tipi di cimice, è nella maggior parte dei casi di colore rosso con macchie nere dalla forma regolare, e per questo la cimice viene anche chiamata cimice rossonera. In alcune specie però il colore di fondo è giallo o arancione e variano la forma e la distribuzione delle macchie nere.
Gli attacchi si verificano a partire dalla primavera, con gli adulti che escono dai rifugi invernali, poi con la nascita dei nuovi individui che diventano adulti nel mese di giugno le infestazioni durano fino a settembre inoltrato.

I danni

Gli adulti e le forme giovanili pungono il fogliame delle piante per succhiarne la linfa, causando la comparsa di piccole ma numerose macchie necrotiche di colore giallo-biancastro. Su piante già sviluppate il danno è limitato e a volte è soprattutto di tipo estetico, ma sulle piantine di cavoli appena trapiantate, ancora piccole, gli attacchi forti sono invece capaci di comprometterne del tutto la crescita, soprattutto se intaccano il piccolo germoglio centrale, ovvero il cuore vegetativo.

Prevenzione

Le rotazioni sono molto importanti come misura preventiva, perché è opportuno evitare di coltivare crucifere su terreni che l’anno precedente erano stati molto infestati da questo parassita, ma in un orto privato le singole aiuole sono vicine tra di loro e questa pratica è meno risolutiva rispetto all’efficacia che he nelle colture più estese, nelle quali i cavoli possono essere coltivati molto lontani rispetto all’anno precedente. Anche in un orto privato è possibile almeno evitare di tenere in campo cavoli non ancora raccolti dall’inverno precedente, pratica valida per riprodurne le sementi in proprio, ma che in questi casi non farebbe che alimentare le cimici appena risvegliate dal periodo invernale.

Trattamenti

Difendere le piante di cavolo o di altre crucifere da questo parassita è doveroso non soltanto per il presente, ma anche per evitare la massiccia riproduzione dell’insetto, con danni nel futuro. Fortunatamente è possibile usare prodotti fai da te ad effetto repellente e del tutto ecologici, come il decotto di aglio.
Si tratta di prendere circa 300 grammi di teste di aglio un po’ macinate, metterle a bollire in 10 litri di acqua, lasciar freddare, filtrare molto bene e poi spruzzare direttamente su tutte le piante di cavoli mediante una buona pompa a spalla. Questo preparato ha anche un effetto preventivo nei confronti di malattie fungine, come ad esempio la ruggine, e possiamo potenziare il preparato aggiungendovi 100-200 grammi di cipolla. L’importante è filtrare in modo molto accurato il prodotto, per evitare che gli ugelli della pompa vengano occlusi.

Per quanto riguarda i prodotti ammessi in agricoltura biologica, potremmo citare l’Azadiractina, chiamata comunemente anche olio di neem, un prodotto oleoso ricavato dai semi dell’albero tropicale Azadiracta indica, che contiene sostanze ad effetto insetticida verso varie specie. In realtà questi formulati sono registrati ufficialmente contro altri parassiti dei cavoli: afidi, tignole e nottue, ma non contro le cimici. Tuttavia, possiamo fare un trattamento generico con azadiractina contro i parassiti dei cavoli, con un’efficacia collaterale anche verso la cimice. Possiamo trovare vari formulati di azadiractina con nomi commerciali diversi, ma leggendo bene le etichette possiamo capire che si tratta di questa sostanza.
L’efficacia del trattamento si ottiene agendo con tempestività e sulle forme giovanili dell’insetto, perché gli adulti delle cimici, a tegumento più robusto, non ne vengono uccisi. Quindi, considerando che l’insetto si riproduce e che nello stesso momento troviamo sulle piante forme adulte e forme giovanili, è utile fare più trattamenti durante la stagione. Per questo, soprattutto in caso di coltivazione piuttosto estesa, è molto utile disporre di attrezzatura comoda, come pompe a zaino elettriche, di cui si trovano varie capacità e modelli, che eliminino la fatica nella distribuzione.
Vale sempre la pena ricordare che i trattamenti si eseguono in preferenza nelle ore più fresche della giornata, e che bisogna leggere prima tutte le istruzioni riportate sulle etichette della ditta produttrice.

Al tuo fianco con:

Foto: Cimici su cavolo cappuccio

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.