Tipi di fagiolo

Di fagioli si trovano molte varietà, per lo più appartenenti alla specie Phaseolus vulgaris, originaria delle Americhe, ma non dobbiamo dimenticare i gustosi fagioli dall’occhio, ovvero Vigna unguiculata, specie che invece esisteva in Italia già anticamente.
La biodiversità dei fagioli in un orto può essere vasta e comprendere le comode varietà nane, che non richiedono reti su cui avvilupparsi, e quelle rampicanti che invece necessitano di questi allestimenti ma che ripagano con produzioni maggiori. I fagioli di Spagna sono inoltre indicati per chi desidera anche vedere bei fiori scarlatti prima dei baccelli, mentre i cornetti viola sono molto simpatici e gustosi. Fagioli e fagiolini sono semplici da coltivare, ma richiedono cure e attenzioni al pari delle altre specie orticole, con particolare accento alla prevenzione e alla cura dalle avversità.

Malattie fungine

Le malattie fungine sono favorite dall’umidità atmosferica e dalla pioggia. Sicuramente è importante prevenirle con la scelta di buone pratiche agronomiche come le irrigazioni a goccia, che evitano di bagnare la parte aerea delle piante, e le rotazioni colturali.
Vediamo quali sono le più comuni patologie che interessano queste specie e come curarle, scegliendo prodotti eco-compatibili, senza inquinare né uccidere gli organismi innocui.
L’antracnosi è una delle patologie crittogamiche più frequenti, ed è causata dal fungo Colletotrichum lindemuthianum, che si manifesta sui fusti con tacche inizialmente superficiali, e progressivamente più profonde, su cui si formano masse cerose-mucillaginose rosate. Le tacche scure si possono notare anche sulle foglie e sui baccelli.
Anche l’alternariosi causa macchie sulle foglie, prevalentemente sulle più vecchie, ma si tratta di un’infezione secondaria.
La ruggine, causata dal fungo Uromyces appendiculatus, appare come una serie di pustole rugginose e polverulente sulle foglie e in seguito anche sui baccelli. Le varietà di fagioli rampicanti sono più sensibili a questa malattia.

Al manifestarsi dei primi sintomi è importante intervenire con trattamenti a base di prodotti rameici, che sono ammessi in agricoltura biologica anche se un po’ contestati perché non del tutto ecologici. In alternativa al rame è possibile ricorrere a trattamenti preventivi, nel senso che svolgono un effetto rinforzante sulle piante, con prodotti a base di propoli, o di Equisetum arvense, pianta che si trova di frequente nelle zone umide, come i margini di fiumi o fossati e che ci offre la possibilità di preparare in autonomia un macerato. In ogni caso, il prodotto scelto deve essere irrorato previa diluizione in acqua mediante una buona pompa a spalla che garantisca un’uniforme copertura della vegetazione trattata.

Insetti nocivi

Tra gli insetti nocivi di fagioli e fagiolini citiamo senza dubbio gli afidi, piccoli fitomizi a tegumento molle, che vivono prevalentemente sulla pagina inferiore delle foglie o sui giovani germogli, dove li troviamo in colonie a pungere il tessuto vegetale sottraendo la linfa. La conseguenza di questa suzione è l’accartocciamento di foglie e fusti giovani, che restano anche imbrattati di melata. Come se ciò non bastasse, gli afidi sono anche temibili vettori di malattie virali come il “virus del mosaico comune” o il “virus del mosaico giallo”.
Anche nei confronti degli afidi esistono dei preparati fai da te, a base di aglio, ortica o peperoncino. Questi prodotti non uccidono gli afidi ma svolgono un’azione deterrente, e si possono irrorare molto di frequente con la pompa a spalla, ma è fondamentale un preliminare filtraggio del preparato, che deve essere attentissimo e rigoroso, tale da evitare l’occlusione degli ugelli. Per l’eliminazione degli afidi consigliamo il classico sapone di Marsiglia, o il sapone molle di potassio.

Ragnetto rosso

Il ragnetto rosso, Tetranycus urticae, è un acaro che colpisce molte specie vegetali. Sui fagioli si insedia sulla pagina inferiore delle foglie tessendo delle fini ragnatele sericee e causando, sulla pagina superiore, tante punteggiature necrotiche. L’acaro è attivo soprattutto durante i mesi più caldi ed è molto piccolo da vedersi. L’estratto di ortica che si utilizza per cacciare gli afidi allontana anche questo parassita. In natura esistono comunque degli acari predatori che se ne cibano, quindi è importante evitare di usare insetticidi aggressivi, che ucciderebbero anche questi insetti utili.

I fagioli possono anche essere colpiti dalla piralide, Ostrinia nubilalis, lepidottero polifago che nella difesa biologica si combatte mediante un prodotto microbiologico a base di Bacillus thuringiensis, sempre da irrorare previa diluizione con la pompa a spalla, leggendo attentamente quanto prescritto nell’etichetta.

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Foto: Coltivazione di fagioli con pacciamatura di paglia

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.