Afidi

Sono minuscoli insetti a tegumento molle, che vivono in colonie sulle piante succhiandone la linfa e lasciandovi la melata appiccicosa, e compaiono dalla primavera, anche sulle piantine trapiantate da poco. Gli afidi sono potenziali vettori di virosi, malattie praticamente incurabili, e per questo è ancora più importante impedire che si diffondano. Con la pompa a spalla possiamo irrorare regolarmente sulle piante un estratto di 24 ore di ortica, che si prepara lasciando a macerare 1 kg di ortica in un secchio da 10 litri di acqua; il giorno dopo si filtra e si spruzza sulle piante. Questo ha un’azione deterrente, mentre per uccidere le colonie di afidi già presenti bisogna spruzzare sapone molle di potassio o sapone di Marsiglia, sciogliendone circa 20 grammi al litro. L’importante è trattare sempre nelle ore serali, per evitare di causare ustioni alle piante.

Tripidi

Sono piccoli insetti che creano tante piccole punture di suzione sulle foglie delle piante, che si trasformano in aree necrotiche. Le foglie riducono la loro capacità fotosintetica e la produzione di frutti ne risente. Possiamo trattare con l’azadiractina ovvero l’olio di neem, o con lo Spinosad, calcolando le dosi in base al prodotto acquistato. Anche in questo caso è importante trattare nelle ore serali, per evitare che le piante subiscano delle ustioni, ma anche per preservare gli insetti utili, che potrebbero risentire di questi prodotti ecologici, ma non molto selettivi. Ricordiamo sempre che api, bombi ed osmie sono fondamentali per l’impollinazione naturale delle cucurbitacee.

Oidio

Si tratta di una patologia molto diffusa soprattutto in estate, è chiamata anche mal bianco, e si può risolvere con trattamenti a base di semplice bicarbonato di sodio, o con il classico zolfo. Alcuni formulati a base di zolfo, però, diventano fitotossici a temperature molto alte, e allora conviene scegliere come alternativa un prodotto a base del fungo antagonista Ampelomyces quisqualis.

Peronospora

La peronospora è una malattia crittogamica che provoca macchie diffuse giallo-marroni su foglie e fusti, e nei casi gravi le piante arrivano a disseccare. Per questo tipo di patologia si possono fare trattamenti a base di prodotti rameici, che sono ammessi anche nell’agricoltura biologica professionale, pur con qualche restrizione in quanto non del tutto ecologici. Il rame infatti è un metallo che si accumula nel suolo senza degradarsi, quindi bisogna usarlo con moderazione. In questi casi, se si usa la classica Poltiglia Bordolese, ne possono servire 40-50 grammi circa in 5 litri di acqua per ogni trattamento, ed è importante coprire bene tutta la vegetazione col prodotto. Il rame infatti non è un prodotto sistemico, ovvero non penetra nei vasi interni della pianta, ma resta in superficie, quindi agisce solo dove viene effettivamente irrorato.

Tracheofusariosi o tracheoverticillosi

Queste patologie colpiscono soprattutto cetriolo, melone e anguria e sono a carico dei vasi xilematici della pianta, che anneriscono e causano appassimento. Dato che il patogeno sopravvive per molti anni nel terreno, quando si verifica questo problema diventa necessario trattare il suolo. In agricoltura biologica sono possibili trattamenti a base di funghi antagonisti del genere Trichoderma.
Per trattamenti polverulenti ad azione preventiva da realizzare a mano, possiamo infine usare farine di alghe come il litotamnio o farine di rocce come le zeoliti. Entrambi formano un velo ruvido sulle piante su cui sono distribuite, e questo ostacola l’attività trofica degli insetti e limita anche l’insorgenza delle malattie.

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Foto: Piantine di zucchine

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.