Il sintomo

La presenza di afidi su una pianta si riconosce vedendo foglie e germogli arricciati e ripiegati su loro stessi. Avvicinandoci ed aprendo le foglie con le dita, si possono notare fitte colonie di piccoli insetti sulla pagina inferiore, e a seconda delle specie questi possono essere di colore verde, grigio o anche nero. Gli afidi iniziano a diffondersi e a riprodursi dalla primavera, succhiando la linfa dai tessuti vegetali e lasciandovi molta melata dalla consistenza appiccicosa. La melata è una sostanza zuccherina che attira le formiche, le quali tuttavia non comportano un danno diretto alla pianta.

Il ruolo prezioso degli insetti predatori

Il primo gesto utile per tenere le infestazioni di afidi sotto un limite accettabile è quello di proteggere i loro predatori, tra i quali citiamo le simpatiche coccinelle. Usare insetticidi convenzionali a largo spettro di azione uccide anche loro e gli altri insetti innocui, perciò vale la pena riflettere e possibilmente scegliere alternative prive di conseguenze deleterie sull’ambiente per difendere le nostre piante coltivate.

I preparati fai da te

Nei confronti degli afidi, da tempo è nota l’efficacia dei preparati fai da te, ad effetto prettamente repellente e non insetticida, ma capaci di offrire almeno un controllo dell’insetto. Citiamo ad esempio l’estratto fresco di ortica, la cui preparazione è molto semplice. Si tratta di raccogliere steli e foglie di questa pianta, naturalmente usando guanti per evitare il prurito, e metterli a bagno in acqua tiepida. La proporzione ideale è di 1 kg di pianta per ogni 10 litri di acqua. Per un giorno o due si lascia il tutto a macerare, dopodiché possiamo filtrare il preparato per irrorarlo senza diluizione mediante una buona pompa a zaino o a spalla. Il filtraggio è fondamentale per evitare di occludere gli ugelli della pompa, e bisogna dedicare quindi la massima attenzione a questo passaggio.

Prodotti ecologici

Per debellare gli afidi senza limitarsi ad allontanarli, bisogna utilizzare prodotti efficaci. Tra le soluzioni ammesse in agricoltura biologica citiamo il sapone molle di potassio, o anche il comune sapone di Marsiglia, da spruzzare diluito mediante la stessa pompa a spalla sulle piante colpite, oppure, l’azadiractina o olio di neem. Anche il piretro naturale svolge una buona azione abbattente ed è un insetticida biodegradabile, solo che non è molto selettivo e deve essere usato con precauzione, in orario serale e sicuramente non in fioritura.

Altri parassiti del pero

Tra gli altri parassiti citiamo la carpocapsa (Cydia pomonella), farfalla che crea danno allo stadio di larva, penetrando nei frutti e scavando gallerie nella polpa. Risulta utile trattare le piante con il Granulosis virus, un insetticida composto da un microrganismo che infetta specificatamente questo insetto e che quindi è molto selettivo, del tutto innocuo sugli altri esseri viventi. La difficoltà nell’uso di questo prodotto è legata al fatto che funziona alla schiusura delle uova e non dopo che le larve sono già penetrate nel frutto, quindi bisogna trattare presto, tenendo ben monitorare le piante. I formulati si trovano in commercio in sospensione concentrata, bisogna garantire una copertura ottimale della vegetazione, e ripetere il trattamento altre volte, ad intervalli di una settimana o oltre, a seconda del meteo, considerando che col sole pieno il prodotto si degrada più rapidamente.

Un altro insetto che colpisce il pero è la psilla, che provoca danni analoghi a quelli visti per gli afidi e che può essere gestito nello stesso modo, oppure, se il pereto è grande almeno un ettaro, con il lancio dell’insetto antagonista Anthocoris nemoralis, per una lotta biologica propriamente detta.

Contro lepidotteri come il rodilegno o i ricamatori fogliari, altri temibili parassiti del pero, un valido insetticida ecologico e selettivo è a base del batterio Bacillus thuringiensis, innocuo verso gli altri organismi viventi e per niente inquinante.

Per concludere, alcuni pensano che l’agricoltura biologica significhi assenza di trattamenti, ma questo è molto irrealistico se si ha l’obiettivo di raccogliere frutta. È importante piuttosto conoscere i prodotti e scegliere quelli più selettivi e a minore impatto ambientale, ma questi per essere davvero risolutivi richiedono un uso tempestivo e scrupoloso, e devono comunque essere utilizzati leggendo prima le indicazioni riportate sulle etichette.

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Foto: afidi su pero

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.