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Verme del melo

L’agronomo fitopatologo Andrea Tantardini illustra come riconoscere gli insetti le cui larve creano danni ai frutti del melo. Spiega inoltre come riconoscere la Carpocapsa del…
Verme del melo

Il monitoraggio e la cattura degli adulti della tentredine, che compie una sola generazione all’anno si effettua con tavole appiccicose bianche che attraggono le tentredini alla ricerca di fiori. Le trappole cromotropiche vanno posizionate tra le piante nel momento in cui i fiori del melo sono ancora chiusi “bottoni rosa” e lasciandole in loco fino alla completa sfioritura.   La soglia di intervento è di 20 – 30 adulti/trappola in fioritura, solo al raggiungimento della soglia d’intervento è consigliabile procedere con prodotti a base di piretro o con prodotti a base di neem. Il periodo ideale è poco prima della nascita delle larve che si verifica generalmente non appena sono caduti tutti i petali.

La carpocapsa può essere considerata uno tra i più importanti fitofagi del melo, gli adulti sono piccole farfalle di colore grigiastro con apertura alare di 20 mm, le larve sono dapprima biancastre, con il capo scuro, poi imbruniscono sempre più, divenendo giallastre ed infine rosee, le larve possono essere rinvenute aprendo a metà i frutti che presentano fori e rosura sulla superficie; la loro lunghezza, a maturità, è di circa 15-20 mm. II danno è determinato proprio dalle larve che penetrano nei frutti in qualsiasi momento del loro accrescimento e maturazione scavando gallerie nella polpa. Le gallerie sono dapprima superficiali, poi si affondano nella polpa fino ad arrivare nella zona centrale dove sono posti i semi; le gallerie, in seguito all’attività trofica delle larve, si riempiono di rosure ed escrementi. Durante l’ultima generazione in tarda estate/autunno la larva attacca direttamente molti frutti, scava subito gallerie dirette al centro ed uscendo immediatamente per attaccare altri frutti; alla fine della stagione la larva si incrisalida per passare l’inverno. Vediamo ora come può essere monitorata la presenza della carpocapsa e come controllare l’insetto: in piccoli frutteti per verificare la presenza degli adulti si possono utilizzare delle trappole con feromoni attrattivi per gli individui maschi, le trappole vanno messe nel frutteto verso  fine aprile; in frutteti  famigliari non molto grandi e con appezzamenti uniformi possono bastare 2-3 trappole per ettaro; dal momento della posa delle trappole si controllano le catture per ogni settimana e per trappola e si possono valutare i momenti di maggior volo. Per la pianura padana le maggiori catture si riscontrano generalmente tra il 20-30 maggio per 1° generazione, tra il 1-7 luglio per 2° generazione tra il 20-30 agosto per 3° generazione. La soglia di intervento è di due maschi catturati per trappola per settimana.

Al rinvenimento degli adulti e al superamento di valori soglia si interviene con alcuni prodotti accettati in agricoltura biologica. Uno di questi contiene i virus delle granulosi che sono completamente specifici, non hanno un influsso diretto sugli altri parassiti né sugli ausiliari. Devono essere applicati ripetutamente e colpiscono le giovani larve appena nate quando schiudono le uova poste sulla superficie dei frutti. Il virus della granulosi della carpocapsa del melo deve essere applicato a partire dalla schiusa delle uova verso inizio giugno. Sono necessari da tre a cinque trattamenti a intervalli di circa 14 giorni per prolungare la durata dell’azione e per colpire le larvette con nascite scalari. Un altro principio attivo accettato in agricoltura biologica è lo spinosad, esso ha un ampio spettro d’azione e agisce contro diversi parassiti (es.  afidi) ma parzialmente anche sugli insetti utili (ausiliari). Il controllo della carpocapsa può contare anche sui suoi nemici naturali che sono molto numerosi: tra i nemici naturali presenti nell’ambiente ricordiamo i parassitoidi appartenenti agli imenotteri: es. imenotteri del genere Trichogramma, parassitizzano le uova della carpocapsa (oofagi), Ascogaster quadridentatus è un parassitoide delle larve; gli icneumonidi sono parassitoidi larvali. Il mantenimento di un’elevata biodiversità attorno al meleto può favorire la nidificazioni di uccelli che possono nutrirsi degli adulti della carpocapsa, o  il crearsi di nicchie ecologiche che favoriscono la riproduzione degli insetti antagonisti, di contro l’utilizzo di insetticidi di contatto poco selettivi possono abbattere gli ausiliari e favorire lo sviluppo di acari  Nell’impiego di trappole, feromoni e prodotti  fitosanitari ammessi in agricoltura biologica è importante leggere e seguire le indicazioni riportate in etichetta.

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Foto: Frutto danneggiato da verme del melo

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