L’insetto

Il punteruolo nero è un insetto asiatico dell’ordine dei coleotteri e all’interno di questo rientra nella famiglia dei curculionidi. Le prime segnalazioni in Italia risalgono al 2005, quando è stato rinvenuto in un vivaio di Pistoia, in Toscana, da dove si è gradualmente diffuso poi nella provincia di Lucca e in tutta la regione, per raggiungere in seguito altre zone come la Liguria e il Lazio. L’adulto è provvisto di un rostro, un organo anteriore che serve proprio per lo scavo di fori all’interno della pianta, nei quali depone le sue uova. Dalle uova, dopo un periodo di incubazione nasce una larva che vive a spese del legno.

I sintomi

Una pianta di fico in salute appare rigogliosa e verde, quindi quando si notano foglie piccole e di colore sbiadito, quasi ingiallite, bisogna andare subito ad osservare la base della pianta: se si notano delle fessure, ovvero dei veri e propri buchi sulla corteccia, unitamente a delle rosure nel legno, è molto probabile che si tratti di un attacco di questo temuto insetto. Il fatto che i sintomi si vedano sulle foglie e sulla carenza di fruttificazione è dovuto alle erosioni che la pianta crea a carico del colletto e dei vasi interni, che interrompono la traslocazione di acqua e di linfa tra le varie parti di pianta. Possiamo anche notare frutti danneggiati, erosi e svuotati, e questo è un altro sintomo indicativo del punteruolo, che si differenzia facilmente dalle beccate degli uccelli. È molto importante riconoscere tempestivamente i primi sintomi di vegetazione stentata della pianta e non attendere che questa arrivi a defogliarsi completamente, perché a quel punto la sua sopravvivenza sarebbe ormai poco probabile.

Danno

Come anticipato, la femmina del punteruolo depone le uova penetrando con il rostro nel legno alla base della pianta, e le larve che nascono iniziano a vivere a discapito dei tessuti legnosi, scavando gallerie che si riempiono di rosura di legno. Nei casi di attacco grave, la corteccia esterne appare disfatta tutta attorno alla base della pianta. La larva matura si porta verso l’esterno, in prossimità della corteccia e si impupa, ovvero si trasforma nello stadio intermedio tra larva e adulto. Possiamo notare delle fuoriuscite di rosura umide e di colore arancio-bruno chiaro. Gli adulti del punteruolo possono volare e si cibano dei frutticini e dei rami giovani della pianta.

Il fatto che ci siano molte piante di fico in terreni incolti e lasciati allo stato selvatico rappresenta un problema, perché su queste piante l’insetto può moltiplicarsi indisturbato e diffondersi poi anche altrove sulle piante coltivate a scopo produttivo o domestico. Il danno più grave è la morte della pianta stessa.

Possibilità

Per adesso la ricerca sul punteruolo non ha ancora fornito strumenti sicuri di lotta, ma in presenza del parassita ci è utile intervenire nei seguenti modi, almeno per limitare i danni:

  • Cattura manuale degli insetti. Allo scopo bisogna irrorare alla base della pianta un getto molto energico di acqua, e tenersi pronti con un barattolo pieno di alcol e pinzette per la cattura. Si attende quindi che gli insetti escano, disturbati dall’acqua che ha riempito le gallerie, per catturarli ad uno ad uno con pazienza ed immergerli nell’alcol. Si tratta di una pratica forse un po’ laboriosa, ma efficace e consigliata almeno per difendere poche piante.
  • Disinfettare la base della pianta con un prodotto a base di rame o di calce, assicurandosi di far entrare i prodotti all’interno dei fori. Probabilmente l’effetto di questi due prodotti resta blando, ma può quanto meno scoraggiare il proliferare dell’insetto.

Trattamenti

Al momento non sono presenti dei prodotti registrati per debellare questo parassita del fico. Tra i prodotti convenzionali sono state condotte delle prove con degli insetticidi sistemici, che hanno mostrato bassa efficacia, e con piretroidi che invece hanno mostrato un risultato più incoraggiante, perché hanno un effetto pronto e anche la persistenza nel tempo. Di fatto il punteruolo non è stato definito un parassita “da quarantena” e quindi non sussistono decreti di lotta obbligatoria, ma certamente è doveroso difendere le proprie piante in caso di infestazione, e sarebbe auspicabile trovare una soluzione eco-compatibile. Per quanto riguarda i trattamenti con prodotti ammessi in agricoltura biologica, anni fa erano state realizzate delle prove abbastanza soddisfacenti con un fungo antagonista, la Beauveria bassiana. Sicuramente la ricerca può fare ancora molti progressi per trovare soluzioni efficaci contro il punteruolo nero, e per adesso intanto è fondamentale tenere d’occhio le piante di fico per scorgere tempestivamente i sintomi di questo insetto dannoso.

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Foto: pianta di fico

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.