Le 6 misure preventive fondamentali

Per ridurre al massimo la probabilità che malattie e parassiti intacchino i piccoli frutti è importante seguire alcuni accorgimenti con costanza:

  • Impostare fin dalla messa a dimora delle piantine dei consoni sesti di impianto, tra i filari e tra le singole piante sulla fila. Questo consente una buona circolazione di aria tra le piante e tra i filari, riducendo l’umidità, fattore che favorisce le patologie fungine;
  • Potare regolarmente i piccoli frutti arbustivi ed eliminare le foglie secche alle piantine delle fragole. Le potature si eseguono di norma in inverno ed hanno vari scopi, tra cui eliminare le parti secche, ma anche ridurre l’espansione dei cespugli e arieggiarli, per illuminarli e limitare l’umidità. Anche in estate a i lamponi possiamo tagliare via i polloni in eccesso che nascono tra i filari;
  • Moderare le concimazioni. Un carico eccessivo di azoto espone maggiormente le piante alle punture di alcuni insetti e ai funghi patogeni.
  • Non irrigare per aspersione. Siamo spesso tentati di irrigare con la lancia, il cui getto consente una bagnatura rapida e abbondante, ma è molto meglio preferire un sistema come l’ala gocciolante, che distribuisce acqua solo sul suolo, in prossimità delle radici delle piante. Ciò evita la bagnatura della parte aerea e riduce quindi il rischio di patologie fungine.
  • Asportare sempre tutti i residui colturali infetti, per eliminare i patogeni e non dar loro la possibilità di svernare vicino alle colture per attaccarle nuovamente l’anno dopo;
  • Sistemare delle reti escludi-insetto, a maglie inferiori a 1 mm, sopra i filari, per ostacolare insetti particolarmente nocivi come il “moscerino dei piccoli frutti”, che può portare il raccolto a grandi perdite, e le cimici, sia quelle comuni sia l’aggressiva cimice asiatica.

Trattamenti generici preventivi

Per aiutare le piante di piccoli frutti ad essere più resistenti alle comuni avversità, possiamo intervenire con alcuni trattamenti molto eco-compatibili, basati su prodotti naturali, che si acquistano già pronti all’uso ma che in certi casi si possono anche preparare autonomamente.

Propoli

La propoli, sostanza prodotta dalle api, può essere utilizzata in soluzione idroalcolica o acquosa per trattare le piante dopo le potature invernali. Con una comoda pompa a zaino possiamo irrorarle tutte in poco tempo, e garantire loro una buona cicatrizzazione dei tagli, cosa che limita l’insorgenza di patogeni nelle ferite di potatura.

Equiseto

L’equiseto, o coda cavallina, è una pianta ricca di silicio, minerale che aiuta in modo naturale le piante a resistere alla penetrazione di patogeni. Possiamo trovare in commercio il prodotto, da diluire nella pompa nelle dosi indicate sull’etichetta, o cercare esemplari di questa pianta in primavera e in estate e preparare un decotto con soli 4-500 grammi, da mettere a bollire in un 1 litro di acqua per un’ora, per poi lasciare freddare, diluire circa 1:5 in acqua ed irrorare sulle piante.

Ortica

L’estratto di 12 ore di ortica, irrorato sulle chiome, ha l’effetto di allontanare afidi e ragnetto rosso, insetti nocivi che succhiano la linfa delle piante e, nel caso degli afidi, possono veicolare malattie virali incurabili. L’ortica si trova in abbondanza lungo i fossi dalla primavera all’estate inoltrata.

Bicarbonato di sodio

Il bicarbonato di sodio è utilissimo per contrastare l’oidio, o mal bianco, patologia comune a molte specie da orto e da frutto, e anche dei piccoli frutti, causata da funghi diversi che provocano sintomi simili, riconoscibili come chiazze polverulente bianche su foglie e germogli.

Prodotti ammessi

Sulla fragola è possibile utilizzare il Bacillus thuringiensis per la difesa ecologica dalla piralide del mais e da altri insetti dannosi (tortrice ed eulia), nelle dosi e nelle modalità riportate sull’etichetta del prodotto acquistato, così come possiamo usare il Bacillus subtilis contro la muffa grigia. Si tratta in entrambi i casi di prodotti ottenuti con batteri che svolgono un’azione, rispettivamente, insetticida e fungicida.

L’importante è essere sempre tempestivi nell’eseguire i trattamenti, al primo manifestarsi dei sintomi, e questo presuppone un controllo molto assiduo e approfondito delle coltivazioni.

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Foto: pianta di fragole

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.