I trattamenti per la disinfestazione di ampie aree urbane e periurbane, con vari macchinari in grado di raggiungere una nebulizzazione spinta degli insetticidi, non sono alla portata dei privati. Tuttavia, per la lotta alle zanzare adulte in aree e di limitata estensione come i giardini domestici, non è necessario rivolgersi a disinfestatori professionisti. Sarà sufficiente munirsi di una buona pompa elettrica per la distribuzione dei prodotti e acquistare un insetticida specificamente destinato ai trattamenti antizanzare. Sul mercato sono disponibili un gran numero di formulati utilizzabili contro le zanzare adulte. Si tratta di prodotti liberamente vendibili e autorizzati dal Ministero della Salute come presidi medico chirurgici (PMC) o come biocidi.

Il piretro naturale è l’unico principio attivo di origine vegetale utilizzabile per trattamenti contro le zanzare adulte. Si tratta di una sostanza oleosa estratta per lo più dai fiori di alcune varietà di crisantemo. Ha effetto neurotossico provocando un’ipereccitazione delle cellule nervose e una trasmissione costante degli impulsi con conseguente paralisi rigida e morte degli insetti. Non è selettivo, nel senso che agisce indifferentemente su un vasto numero di specie di insetti, ma è relativamente poco tossico per i mammiferi. Inoltre, ha una breve persistenza ambientale perché si degrada velocemente con l’esposizione alla luce solare.

Il mercato offre anche diversi analoghi di sintesi chimica del piretro, che si chiamano piretroidi e che, rispetto al prodotto naturale, hanno persistenza ambientale e d’azione più prolungata. In definitiva, se si utilizza il piretro naturale l’azione tossica nei confronti degli insetti non bersaglio sarà breve, ma anche l’effetto sulle zanzare terminerà presto. Se, invece, si scelgono i piretroidi di sintesi chimica, l’azione sulle zanzare perdurerà più a lungo così come gli effetti collaterali.

Indipendentemente da che principio attivo si scelga, è sempre necessario verificare che i prodotti siano impiegabili sulle aree verdi e rispettare le avvertenze e le indicazioni di diluizione riportate sulle etichette. Inoltre, bisogna ricordare che gli insetticidi per la lotta alle zanzare non devono assolutamente essere distribuiti su piante destinate all’alimentazione. Non si possono quindi impiegare nell’orto, neanche nel caso in cui l’obiettivo del trattamento fossero proprio le zanzare. Infine, tenendo in considerazione sia il periodo di attività delle varie specie di zanzara che infestano più comunemente l’ambiente domestico sia la presenza dei vari insetti non bersaglio, il momento migliore per effettuare i trattamenti coincide in genere con il crepuscolo o le prime ore della sera.

Trattamenti barriera antizanzare

In aree di piccola superficie e con folta vegetazione di confine, come accade spesso nei giardini privati, è possibile fare trattamenti sulla vegetazione con effetto “barriera”. L’intento è duplice: oltre ad agire sulle zanzare riparate al fresco nella vegetazione, si sfrutta l’azione residuale repellente o letale degli insetticidi, cercando di creare una sorta di barriera all’invasione da parte di individui provenienti da zone limitrofe esterne. Dai dati disponibili nella bibliografia scientifica, tale metodo sembra avere una certa efficacia nei confronti della Zanzara Tigre, ma apportare scarsi risultati nei confronti delle zanzare comuni.

Nei trattamenti “barriera”, l’irrorazione deve essere rivolta verso la vegetazione fino a un’altezza di circa 3 metri avendo cura di bagnare uniformemente la superficie verde e limitando, per quanto possibile, gocciolamenti a terra. I trattamenti a effetto residuale hanno sempre un forte impatto sugli insetti non bersaglio che si trovano sulla vegetazione. Per evitare conseguenze nefaste nei confronti di api, farfalle e altri insetti floricoli, è necessario escludere dai trattamenti tutte le piante in fioritura.

>> Guarda anche il video con i 4 consigli dall’esperto per una lotta efficace alla zanzara tigre.

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Antizanzare in giardino

Biologo dott. Antonio Masetti

Si occupa di entomologia agraria e medico-sanitaria da molti anni, attualmente ricopre il ruolo di ricercatore a tempo determinato presso l’Università di Bologna. È autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche in ambito entomologico su riviste italiane e internazionali.