Il periodo giusto

Il periodo migliore per potare le piante da frutto più diffuse è durante il loro riposo vegetativo, che coincide con la stagione invernale. Questo vale per le specie più tradizionali del frutteto: drupacee, pomacee e vari altri alberi quali fico, olivo, melograno e gelso.

Sono da evitare i mesi di gelo più intenso. Nelle zone a inverno abbastanza mite normalmente si può scegliere novembre, nei luoghi in cui il termometro scende troppo spesso sotto lo zero invece è generalmente meglio dedicarsi alla potatura a febbraio.

Quale attrezzo usare

Nella scelta dell’attrezzo da utilizzare sono fondamentali l’attenzione alla qualità e all’affilatura delle lame, ma anche al meccanismo di chiusura delle cesoie o troncarami, che deve garantire una taglio deciso e completo. Infatti si deve tagliare senza lesionare i rami, evitando di sfilacciarli, così da garantire una più agevole e rapida cicatrizzazione. In generale si possono dare degli intervalli di diametro dei rami, secondo i quali è meglio utilizzare un attrezzo piuttosto di un altro: si possono usare forbici da potatura fino a 20-25 mm, troncarami per rami da 20-25 mm fino a 40 mm, seghetti sopra ai 40 mm.

Disinfettare gli attrezzi

Gli attrezzi da potatura vengono spesso a contatto con più piante e così possono diventare dei veri e propri vettori di agenti patogeni: un piccolo accorgimento da adottare per proteggere le nostre piante è quindi quello di ricordarci anche di disinfettare spesso gli attrezzi.

Inclinazione del taglio

Particolare attenzione, quando tagliamo un ramo, dobbiamo dedicarla anche all’inclinazione del taglio: in nessun caso dobbiamo lasciare una superficie completamente orizzontale, dove possano depositarsi gocce di pioggia a stagnare, provocando marciumi.

L’importanza dell’aria e della luce nella chioma

Un albero che ha una chioma aperta e ben arieggiata è molto meno soggetto ad ammalarsi, per questo risulta importante tenere le piante potate regolarmente.

Quando i rami vengono sfoltiti adeguatamente, l’aria può circolare facilmente tra le fronde, favorendo l’evaporazione di eventuali ristagni d’acqua. Anche la luce del sole può arrivare all’interno della chioma, senza incontrare nella stagione vegetativa un intricato muro di fogliame.

Diminuendo l’umidità stagnante si creano condizioni meno favorevoli alle patologie e quindi gli alberi ben gestiti si ammalano meno.

 

Potando inoltre si possono ripulire le piante da parti danneggiate, che vanno disseccando o che presentano ferite non sanabili. Questo è importante perché porzioni di piante indebolite sono facilmente soggette a fare da ingresso agli agenti patogeni di malattie fungine o batteriche.

 

Tratto da: Matteo Cereda