Potatura di allevamento e produzione

Le operazioni di potatura e diradamento sono determinanti per una buona qualità e quantità dei frutti. La potatura secca ha come scopo il rinnovo dei rami produttivi, il controllo delle gemme miste e la distribuzione dei frutti sulla pianta; di conseguenza si avrà una buona intercettazione della luce che influenza positivamente le caratteristiche qualitative e di conservazione dei frutti.
Una delle forme più comuni è la pergoletta singola o doppia; nel caso della doppia si hanno i due cordoni di egual vigoria. Per favorire lo sviluppo del cordone si dovranno, nei primi 2-3 anni, eliminare i tralci che sono troppo vigorosi e disporre quelli idonei sui fili laterali; si dovranno sempre eliminare i ricacci che si trovano al di sotto del punto di origine del cordone e i polloni per evitare la concorrenza al regolare sviluppo di quest’ultimo.
In fase di produzione si deve abbandonare la consuetudine di accorciare i rami dopo la raccolta perché tale operazione potrebbe privare la pianta delle formazioni legnose utili per il rinnovo dei tralci a frutto; la cimatura dei rami con gemma apicale mista (a frutto) comporta la riduzione drastica della fioritura e conseguentemente e della produzione. La potatura consiste nell’eliminazione dei rami troppo vigorosi (succhioni) e di quelli che, con la loro disposizione, ombreggerebbero il cordone. Per assicurare un certo rinnovo, si possono mantenere alcuni rami vigorosi e conservare i rami misti che già hanno prodotto e che costituiscono il suo prolungamento naturale; questi ultimi potranno eventualmente essere raccorciati. È necessario provvedere poi alla legatura dei tralci al filo, disponendoli in modo da distanziarli di 20-30 cm. Tale operazione consentirà di avere una distribuzione uniforme delle branchette fruttifere senza sovrapporle, rendendo più agevole l’impollinazione. La piegatura e la curvatura dei tralci, utilizzata spesso in viticoltura, nell’actinidia non è un’operazione usuale dato che vi è una facilità di ricaccio di nuovi germogli dalla struttura legnosa. Per evitare l’invecchiamento precoce della pianta occorre mantenere tutti gli anni un rinnovo vegetativo costante, avendo l’accortezza di eliminare le branchette che hanno prodotto a favore di rami nuovi; le branchette devono essere eliminate con taglio raso vicino al cordone. Per una produzione equilibrata è necessario lasciare dopo la potatura invernale circa 450 gemme per pianta con una produzione di circa 60-75 Kg/pianta con sesti d’impianto di circa 4 x 5 metri. Lasciando più gemme si avrà una produzione maggiore, ma con pezzature disformi e nel complesso con una prevalenza di frutti di piccole dimensioni. Siccome l’actinidia è una pianta dioica, si avranno individui maschili, che faranno solo fiori e individui femminili che dopo la fioritura daranno seguito ai frutti. La potatura delle piante maschili e femminili sarà eseguita allo stesso modo con l’accortezza di lasciare le maschili con un numero maggiore di gemme visto che risultano più vigorose. Con l’allevamento di un solo cordone la distanza fra le piante può in questo caso venir ridotta a 3,5. Questo sistema, che si ottiene lasciando sviluppare il futuro cordone verso l’alto, sostenuto da una canna di 4 metri e a fine stagione piegato in modo permanente sul filo centrale evita di effettuare tagli importanti i quali risultano essere poi fra i potenziali responsabili della carie del legno.

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Foto: confronto fiori actinidia

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