Che vantaggi ha un fusetto per un hobbista?

Sicuramente l’allevamento a fusetto (foto 2) ha il vantaggio di occupare meno spazio rispetto ad un vaso policonico. L’altezza di solito non supera i 2.5/3 metri e dunque è facilmente gestibile da terra. Ricordo che il melo è una delle piante che pur non assorbendo tanta manodopera per potatura e dirado, ha bisogno di tanti trattamenti antiparassitari; il fusetto, è una pianta più semplice da trattare, poco folta, raggiungibile in ogni sua parte. Una pianta che si riesce a trattare bene è maggiormente difesa dai parassiti anche perché in essa gira molto meglio sia l’aria che la luce, principali aiutanti contro i funghi dannosi e le cocciniglie.

Oggi poi, l’arrivo di nuovi insetti dannosi come per esempio la Cimice Asiatica, ci mette davanti a scelte obbligate per la difesa dei nostri frutteti. Là dove anche la difesa chimica non abbia risultati accettabili, l’utilizzo di mezzi meccanici diventa fondamentale. Per esempio le reti antinsetto che avvolgono completamente la pianta. Queste oltre a non permettere l’entrata della cimice asiatica, riducono quasi completamente anche i danni da carpocapsa per la quale, qualora la rete antinsetto sia posizionata presto e potremo addirittura azzerare i trattamenti chimici.

È facile capire che mentre un vaso policonico è praticamente impossibile da coprire, una pianta a fusetto o un filare per uso domestico è facilmente copribile senza eccessiva fatica. Considerate che ogni pianta può portare a maturazione 130/150 buoni frutti, bastano 4/5 piante per le necessità di una famiglia media. Essendo poi anche più stretta e sviluppata lungo un asse, risultano più facili anche le operazioni di sfalcio delle erbe sottostanti, la pulizia, le concimazioni. È giusto ricordare che le piante di melo in commercio sono solitamente innestate su portainnesti deboli che servono a ridurre la taglia della pianta grazie ad un ridotto sviluppo dell’apparato radicale, di conseguenza le piante hanno bisogno di tutori. Se si tratta di qualche pianta basta un palo per pianta, se scegliete di fare un piccolo filare meglio piantare due pali ad una distanza variabile da 4 a 6 metri e installare dei fili che servano come appoggio a 50 cm da terra, ad 1.5 metri e a 2.5 metri e legare ad essi l’asse principale della pianta. Sicuramente questi portainnesti non sono adatti ad un allevamento come un vaso policonico perché sarebbe impossibile pensare ad una struttura di sostegno adeguata.

Per il vaso policonico dobbiamo trovare piante di melo innestate su Franco che però ha lo svantaggio di crescere molto sia in altezza che in larghezza complicando di fatto tutte le operazioni. Come spiegato all’inizio, il vaso policonico è una forma molto complessa che richiede alta professionalità nella potatura per mantenere una forma corretta. Infatti è facile incorrere ad errori che portano ad eccessivi ombreggiamenti nelle parti basse della pianta con uno sviluppo eccessivo nelle parti aeree. La pianta continua a crescere e in pochi anni diventa ingestibile e si svuota nella parte sottostante. Tagli drastici di ritorno per riequilibrare il tutto sono poco tollerati dal melo per l’entrata di patogeni come i Cancri rameali e gli attacchi di Zeuzea attirata dal legno fresco.

Al tuo fianco con:

Foto: meli allevati a fusetto

Agr. Alessio Giacopini

Tecnico e consulente nel settore frutticolo e viticolo, segue diverse realtà produttive del Nord-Est con particolare specializzazione in Pesco, Actinidia e Vite. Direttore da diversi anni del Mercato alla Produzione di Sommacampagna e Sona dove vengono conferite le eccelenti produzioni locali di pesche. Tecnico di campagna del gruppo Vicentino Vitevis con particolare riferimento alle aziende biologiche o che vogliono intraprendere il percorso di conversione. Nel poco tempo libero si dedica all'azienda agricola di famiglia dove la biodiversità produttiva la fa da padrone, coltiva infatti mele, pesche, albicocche, kaki, actinidia e vite.