Potatura di allevamento

La formazione dell’arbusto inizia già durante il primo anno di vita e prosegue anche per i due successivi, eseguendo piccoli interventi di pulizia nella fascia compresa tra i primi venti-trenta centimetri dal suolo e all’eliminazione dei polloni emessi a livello del ceppo. Nel primo e secondo anno deve essere ridotto il numero dei centri produttivi presenti per non compromettere la regolare crescita dei cespugli: a questo scopo è opportuno eliminare i rami deboli e mal disposti e praticare qualche taglio di “speronatura” per stimolare la formazione di una chioma vigorosa.

Inoltre, occorre garantire un apporto idrico costante e un’adeguata concimazione al fine di garantire un rapido sviluppo vegetativo.

Con la potatura di allevamento si dovranno ottenere dei cespugli vigorosi e ben formati, con branche primarie destinate a durare non più di quattro, cinque anni: è necessaria, infatti, una potatura accurata con tagli di sostituzione in grado di assicurare il ricambio vegetativo poiché un buon raccolto si ottiene solo dai rami vigorosi di un anno.

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La pianta

Il cespuglio, che non richiede sostegni, è formato da 5-6 branche produttive accanto a 1-2 polloni di rinnovo, cioè che con il passare del tempo diventeranno a loro volta rami produttivi. I brindilli sono rametti di un anno lunghi 20-30 cm inseriti su legno di due anni e concorrono alla produzione della pianta.

Le gemme

Le gemme del mirtillo possono essere a legno o a fiore: le prime si trovano nella parte basale del rametto di un anno e si riconoscono perché sono piccole appuntite e coniche mentre le seconde sono grosse, gonfie più arrotondate e si trovano nella parte alta del rametto di un anno. La fruttificazione del mirtillo avviene sui brindilli e sui rami misti ovvero su quelle ramificazioni che contengono gemme a legno e a fiore.

Quando e come potare la pianta di mirtillo

Il mirtillo fruttifica dal secondo anno dall’impianto, però è consigliabile, anche se non fa piacere, limitare la produzione dei frutti tramite il diradamento dei rami produttivi e tagliare anche i polloni in sovrannumero che si sviluppano dal ceppo.

Il periodo per eseguire la potatura del mirtillo è quello invernale, quando la pianta è in riposo vegetativo, ma al termine del periodo delle gelate per avere la possibilità di selezionare i rami tra quelli non danneggiati dal freddo.

Per la potatura bisogna iniziare dal basso con l’eliminazione dei polloni piccoli e poco vigorosi e quelli soprannumerari in considerazione che il rinnovo delle branche esaurite, deve avvenire nell’ordine di una o due l’anno. Si procede con l’eliminazione di una o due branche vecchie ed esaurite con età superiore ai quattro anni che non sviluppano nuovi germogli vigorosi e che saranno quelle sostituite dai nuovi polloni.

Si toglieranno i rami troppo bassi che non ricevono luce e che quindi non sono in grado di dare una produzione qualitativamente soddisfacente, i rami più deboli che addensano l’interno della chioma e quelli con sintomi di patologie fungine, parassiti o danneggiati dal freddo. Occorre favorire la penetrazione di aria e luce all’interno della chioma per ottenere un’uniforme maturazione e frutti di buona pezzatura e qualità.

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Foto: Brindilli del mirtillo

Agr. Antonio Velonà

Agrotecnico Antonio Velonà, docente di pratiche agrarie, adesso in pensione, ha svolto la sua attività nell’indirizzo agrario dal 1974 al 2017 presso l’Istituto d’Istruzione superiore “V.F. Pareto” di Milano. Nella sua lunga carriera ha coordinato tutte le attività di laboratorio inerenti al frutteto, le serre e il giardino. Dal 2001 al 2005 ha collaborato come docente con la Fondazione Minoprio nei corsi di formazione professionale