Diverse specie di ciliegio

Quando parliamo del ciliegio, solitamente ci riferiamo al più comune ciliegio dolce (Prunus avium), che comprende varietà a frutti diversi distinti in “duroni” e “tenerine”. Ma non dobbiamo dimenticare che esiste anche il ciliegio acido, ovvero il Prunus cerasus, di cui esistono gruppi che producono visciole, marasche e amarene, tutti frutti molto adatti alla trasformazione industriale.

In che cosa consiste la potatura per il ciliegio

Per il ciliegio la potatura ordinaria di produzione, che inizia da quando la pianta ha terminato la fase di allevamento, consiste soprattutto nel diradamento delle branche principali, nell’asportazione e nell’accorciamento dei rami fruttiferi esauriti.

È importante sapere che nel ciliegio dolce la maggior parte della produzione di frutti avviene sui dardi fioriferi, chiamati anche “mazzetti di maggio”. Si tratta di ramificazioni molto corte, da 1 cm fino a 5 cm al massimo, che si trovano inseriti su branche di 2 o più anni di età. Il mazzetto di maggio è formato da molte gemme a fiore e una gemma vegetativa al centro. Ogni anno la gemma vegetativa cresce di pochi millimetri e le gemme a fiore si rinnovano, ma quando il mazzetto di maggio invecchia e si allunga nel modo appena descritto, produce frutti di qualità inferiore. Le ciliegie migliori si ottengono infatti da mazzetti di maggio giovani, prodotti quindi da branche giovani.

Raccorciare le branche fruttifere consente il rinnovo dei mazzetti di maggio, e la tecnica migliore a questo scopo è il “taglio di ritorno”, ovvero il taglio della branca nel punto in cui si dirama, favorendo lo sviluppo del ramo laterale. Con la potatura bisogna anche tagliare alla base gli eventuali succhioni, ovvero i rami molto vigorosi e a portamento verticale che partono da grosse branche o dal tronco.

Il ciliegio acido e anche alcune varietà di ciliegio dolce fruttificano prevalentemente sui rami misti quei rami lunghi che contengono sia gemme a legno sia gemme a fiore, e anche sui brindilli, ovvero rami più corti ed esili. In questo caso si pota diradando i rami misti e le branchette esaurite, si diradano i brindilli e si alleggeriscono le cime. Inoltre, il ciliegio acido presenta una certa attitudine pollonifera, ovvero la tendenza a generare rami dalla base della pianta. Questi devono essere sempre tagliati interamente, perché sottraggono risorse e non sono di alcuna utilità.

Gli obiettivi della potatura

  • L’equilibrio tra produzione e vegetazione. Con la potatura regolare si evita il fenomeno dell’alternanza di produzione, tale per cui un anno si raccoglie molta frutta, e il successivo molto poca, in quanto la pianta ha esaurito le proprie risorse per la produzione.
  • Contenere le dimensioni della pianta entro limiti voluti.
  • Arieggiamento ed illuminazione della chioma al suo interno: la potatura ha lo scopo di diradare i rami troppo fitti ed intricati anche per favorire l’ingresso della luce all’interno della chioma e una buona circolazione di aria, evitando così zone umide nelle quali le patologie fungine comuni, come monilia e corineo sono favorite. Le chiome molto fitte e ombrose sono anche l’ideale per la proliferazione di alcuni parassiti come le cocciniglie, insetti dal tegumento rigido che si attaccano ai rametti e ai germogli, ai quali sottraggono linfa mediante il loro apparato boccale.

La potatura deve essere quindi realizzata con interventi leggeri ma annuali, in modo tale da avere sempre una situazione ben bilanciata e piante dallo sviluppo armonico. Non è consigliato tagliare tanto un anno saltando l’anno successivo, perché le piante reagiscono ai grossi tagli cacciando altra vegetazione vigorosa.

Infine possiamo affermare che per la potatura, così come in tutti i lavori di campagna, è sempre bene puntare su attrezzi di buona qualità, durevoli e maneggevoli. Nel caso in cui alcuni esemplari di ciliegio appaiano affetti da patologie, per sicurezza è consigliato disinfettare le lame nel passare da potare queste a quelle sane.

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Foto: pianta di ciliegio

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.