La produzione di stoloni

Le piante di fragole durante il periodo estivo emettono particolari steli orizzontali chiamati stoloni, che si propagano dalla base della pianta adulta e terminano con una piccola piantina figlia. La nuova piantina, se venisse lasciata libera, inizierebbe a differenziare le proprie radici e ad attecchire naturalmente sul posto. Potremmo affermare che lo stolone è una sorta di cordone ombelicale che lega la pianta madre alla figlia fintanto che serve a quest’ultima, destinata poi ad avere vita propria.

La conseguenza della riproduzione naturale e libera delle fragole sul posto è un progressivo infittimento delle piante, e questo ha una ricaduta negativa sulla loro salute, perché le malattie fungine sopraggiungano con più probabilità dove l’aria circola male a causa dell’eccessiva densità. Piante troppo fitte competono inoltre tra di loro per l’acqua, per la luce e per gli elementi nutritivi. È meglio indirizzare questa riproduzione in modo tale che le distanze tra le piante restino corrette, quindi bisogna intervenire gestendo adeguatamente le nuove piantine e organizzando loro nuovi spazi.

Come gestire le nuove piantine

La cosa più utile da fare è moltiplicare la coltura su altre aiuole o vasi. Quando notiamo che si sono formate nuove piantine all’estremità degli stoloni, cosa che avviene proprio durante l’estate, possiamo separarle dalla madre con due diverse tecniche altrettanto valide:

  1. Separazione progressiva: questa prima tecnica prevede di mettere le nuove piantine a completare il radicamento in vasetti riempiti di terriccio, lasciando ancora intatto il collegamento con la madre mediante lo stolone. Con l’ausilio di una forcella possiamo tenere ferma la piantina al terriccio, poiché, essendo priva di radici, non è ancorata. Dopo un paio di settimane potremo tagliare lo stolone e la nuova piantina sarà così autonoma.
  2. Separazione immediata: con questa tecnica si recidono direttamente le piantine, quando sono già provviste almeno delle prime radici, e si mettono a completare il radicamento in vasetti riempiti di terriccio.

In entrambi i casi, le piantine nei vasetti devono essere irrigate di frequente, non tenute al sole troppo diretto e forte, e anche in seguito il terriccio deve essere mantenuto inumidito. Poi per tutto l’inverno potremo tenere i vasetti in un posto luminoso, anche esterno, dato che le fragole non soffrono il freddo quando sono a riposo vegetativo.  All’inizio della nuova primavera potremo infine trapiantarle nella nuova aiuola alle distanze adatte, di circa 25 cm tra ogni piantina.

La durata delle piantine di fragole

Le piante di fragole producono bene per 3 o 4 anni, poi declinano. Risulta utile pertanto organizzarci per sostituirle gradualmente, quindi la moltiplicazione con il sistema appena visto è sicuramente la strada più conveniente.

5 vantaggi della moltiplicazione delle fragole

  1. Risparmio: è possibile risparmiare soldi per l’acquisto di nuove piantine assistendo comunque all’aumento della produzione;
  2. Rinnovo della coltura: ogni anno possiamo eliminare l’aiuola delle piante più vecchie, di 3-4 anni, che viene sostituita dalle più giovani, e inserire così le fragole in un programma di rotazioni dell’orto;
  3. Adattamento delle piante al nostro luogo: nel tempo si porta avanti la riproduzione di piante di fragole adatte alla nostra specifica situazione pedoclimatica, perché si svilupperanno le piante meglio adattate e saranno queste che verranno propagate;
  4. Mantenimento delle distanze di impianto: la coltura, snellita sempre dalle piante figlie, che vengono prelevate per essere trapiantate altrove, è meno soggetta a patologie perché tra le piante si mantiene lo spazio necessario;
  5. Controllo più regolare della coltura: durante il prelievo delle nuove piantine, possiamo approfittare per eliminare tutte le erbe spontanee e le foglie secche o malate e quindi questo è in un certo senso un lavoro che ci costringe a tenere controllata l’aiuola delle fragole e a curarla, con vantaggi futuri in termini di produzioni migliori.

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Foto: Fragole

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.