Fagioli e fagiolini: le piante

La pianta di fagiolo più comune è Phaseolus vulgaris, ed è originaria dei paesi americani. È una specie erbacea annuale, che a seconda delle varietà può assumere taglia bassa o alta.

Ci sono varietà di fagiolo considerate più adatte per la raccolta dei semi, come i comunissimi borlotti, e altre varietà che si coltivano per il consumo del baccello tutto intero, prima che al suo interno si siano differenziati i semi, e questi sono i fagiolini mangiatutto, chiamati anche cornetti. Se ci dimentichiamo di raccogliere i cornetti al momento giusto, questi inizieranno ad ingrossarsi e a sviluppare i semi, che a quel punto possono essere mangiati come fagioli.

Varietà di fagioli e fagiolini

All’interno della specie Phaseolus vulgaris possiamo trovare tante diverse varietà per entrambe le destinazioni culinarie: il consiglio è provarne più di una, in modo da diversificare e arrivare a comprendere quali tipi si adattano meglio al terreno e al clima di cui si dispone. A livello pratico, e quindi operativo, la distinzione più importante da sapere quando si scelgono i semi è relativa alla taglia della pianta: ci sono varietà rampicanti, che superano i 2 m di altezza, per i quali bisogna allestire un sistema di sostegno, e varietà a taglia ridotta, che raggiungono 40-50 cm, che non richiedono tutori. I primi sono più impegnativi da coltivare, ma in compenso producono molto e per un periodo lungo. I secondi producono meno ma in compenso sono più comodi e facili da gestire.

Esistono poi anche altre specie di fagiolo tra cui le seguenti:

  •  Phaseolus coccineus multiflorum, comprendono molte varietà dei fagioli di Spagna, caratterizzati da fiori rossi molto belli, da cui si generano baccelli con semi grandi;
  • Phaseolus lunatus,detto anche fagiolo di Lima o del Papa, con semi grandi dal colore di fondo bianco e ricche venature viola o rosso scuro;
  • Vigna unguiculata,il fagiolo dall’occhio, che non provenendo dall’America, era coltivato già dagli antichi romani.

La preparazione del terreno

I terreni possono essere molto diversi tra loro, soprattutto per quanto concerne la loro tessitura, ovvero quella che, semplificando, potrebbe essere chiamata “grana”. I terreni a grana molto fine sono quelli ricchi di argilla, e presentano una buona fertilità, ma hanno il difetto di andare spesso soggetti al ristagno idrico. Se il vostro terreno mostra queste caratteristiche, è conveniente sistemare l’orto in modo che le aiuole di coltivazione si trovino rialzate dal piano, in modo che l’acqua in esubero defluisca da qui ai vialetti divisori tra aiuole. Nelle giornate di pioggia intensa è particolarmente evidente il vantaggio di questa sistemazione. La larghezza delle aiuole deve consentirci di lavorare comodamente in tutta la loro superficie, quindi potremmo considerare la misura di 1 metro. Per arrivare a formare le aiuole è necessaria una lavorazione preliminare di tutta la superficie, con vanga o forca foraterra. Poi con il badile si possono scavare i vialetti divisori buttando la terra sulle aiuole, che assumono così un aspetto rialzato.

Se il terreno è particolarmente sciolto, ovvero sabbioso, non sussistono difficoltà di drenaggio e possiamo tracciare le file per la semina direttamente sulla superficie piana del terreno lavorato.

Concimazione

I fagioli e i fagiolini, in quanto leguminose, sono specie che riescono ad entrare in simbiosi con dei particolari batteri che prelevano l’azoto contenuto nell’aria del terreno, e a cederlo alle radici della pianta in cambio di zuccheri. Grazie a questo meccanismo, le leguminose non hanno bisogno di ricevere azoto tramite le concimazioni come avviene per le altre specie, ma certamente richiedono gli altri elementi nutritivi come il potassio, il fosforo, il calcio, lo zolfo, il magnesio e tutti quei microelementi necessari in piccole dosi ma sempre fondamentali. Di conseguenza bisogna distribuire comunque ammendanti di base come il compost o il letame al momento della lavorazione del suolo, e pensare anche a eventuali integrazioni con prodotti naturali ad effetto fitostimolante. Esistono infatti micorizze che favoriscono lo sviluppo radicale delle piante e che ne permettono così una crescita rigogliosa ed armoniosa.

La semina

Fagioli e fagiolini si seminano direttamente nell’orto, anche se è possibile acquistare piantine già pronte da trapiantare. Considerato l’investimento della coltura in termini di piante/mq, la soluzione della semina diretta è sicuramente molto più economica.

I semi dei fagioli non sono altro che fagioli secchi e per favorire la loro germinazione conviene metterli a bagno un giorno prima della semina, in acqua tiepida o anche in una tisana di camomilla intiepidita, che ha l’effetto di stimolare l’emergenza.

Non bisogna avere troppa fretta a seminarli, poiché si tratta di specie “macroterme”, che amano cioè temperature calde, per germinare richiedono temperature di 12-15 °C. Indicativamente aprile o maggio, a seconda di dove ci si trova, sono i periodi adatti.

Per seminare, si tracciano solchi sul terreno con la zappa, meglio se aiutati da uno spago teso alle estremità dell’aiuola, in modo tale da percorrere una linea più diritta possibile.

Se il terreno è molto argilloso, è raccomandabile bagnare il solco ancora vuoto, distribuire i semi e ricoprirli poi di terra asciutta. La procedura più usuale per tutte le semine è quella di seminare, poi ricoprire il solco e bagnare soltanto dopo, ma col terreno argilloso è meglio evitare di bagnare la terra messa sopra i semi, perché questa potrebbe compattarsi e ostacolare la loro germinazione.

Distanza tra le file

La distanza da mantenere tra le file di fagioli dipende dalle varietà. Se si tratta di varietà a taglia nana, indipendentemente che siano fagioli o fagiolini, distanze di 50 cm sono sufficienti a garantire una crescita ottimale delle piante, senza che si ombreggino tra di loro. Le varietà rampicanti invece crescono in altezza, anche oltre i 2 metri, e quindi è necessario prevedere distanze di oltre 1 metro tra una fila e l’altra.

Sarchiare i fagioli

Con le piantine alte poche decine di centimetri, sarchiare è un’operazione molto utile. Questo termine tecnico indica un gesto piuttosto semplice ma importante, che consiste nell’eliminare l’erba infestante tra le file, per esempio col tridente, attrezzo che svolge anche la funzione di arieggiare la terra. L’uso del tridente è fattibile quando l’erba è ancora molto piccola, altrimenti per toglierla bisogna usare la zappa, faticando un po’ di più. Quindi agire con tempismo e intervenire il prima possibile con il tridente è sicuramente consigliato, ma in ogni caso, sia col tridente sia con la zappa, è importante ricordare di tenere la schiena diritta, anche se inclinata, evitando di incurvarla.

Pacciamatura

L’alternativa all’uso della zappa è la pacciamatura, volta a contenere la nascita dell’erba infestante fin dall’inizio, mediante copertura del terreno vuoto. Tra le file dei fagioli rampicanti lo spazio è abbondante ed è quindi pensabile stendere i teli neri, mentre negli spazi più ristretti tra le file dei fagioli nani risulta pratico anche l’uso di materiale biodegradabile come fieno, paglia, foglie. Usare materiali di origine naturale è una buona pratica, in quanto si tratta di sostanze che si integreranno bene nel terreno e saranno cibo per i microrganismi buoni che lo popolano.

Le reti

Fagioli e fagiolini rampicanti necessitano di reti, sulle quali si arrampicano da soli man mano che crescono. Le reti devono essere sistemate su pali robusti e non troppo distanti tra di loro. 1,5-2 metri può essere una buona distanza. È molto importante fissare in profondità nel terreno i pali, poiché in caso contrario non è raro che, con forti raffiche di vento, tutta la struttura crolli rovinosamente.

Irrigazione

I fagioli e i fagiolini sono piante che richiedono relativamente poca acqua, ma certamente, crescendo in un periodo estivo, notoriamente caldo e a volte siccitoso, è fondamentale prevedere la possibilità di irrigarli. Non è necessario, anzi, a volte è dannoso, irrigare quotidianamente, perché una cadenza ogni 3 o 4 giorni in genere può bastare, e nel caso di terreno pacciamato, anche meno. Può capitare, nei periodi particolarmente torridi, che anche i fagiolini vadano in sofferenza, e che non riescano a sviluppare baccelli pieni e gustosi, e che questi restino striminziti.

Malattie e parassiti

Le piante di fagioli e fagiolini possono andare soggette a malattie e ad attacchi di insetti dannosi e di altri parassiti animali. Tra le prime citiamo l’antracnosi e la ruggine tra quelle causate da funghi, e anche virosi e batteriosi. Tra i secondi gli afidi, detti anche comunemente pidocchi, ma anche i tripidi, la nottua gialla e la piralide del mais (che non colpisce solo il mais).

Intanto, se si intende coltivare ispirati al metodo biologico, è importante agire in via preventiva, ovvero impostare fin da subito delle strategie volte a limitare per quanto possibile, l’instaurarsi delle condizioni che favoriscono queste avversità.

Le precauzioni più importanti sono:

  •  Praticare le rotazioni, facendo trascorrere almeno due o tre cicli colturali di altre specie prima di far tornare i fagioli sullo stesso terreno. Per questo è importante, ogni anno, tenere una sorta di diario schematico dell’orto, in cui annotare che cosa viene seminato in ciascuno spazio;
  • Non irrigare a pioggia, spruzzando acqua sulla parte aerea delle piante, perché questo favorisce una stagnazione di umidità sulla pianta e attorno;
  • Non seminare troppo fitto, ma tenere le distanze corrette tra le file;
  • Estirpare il prima possibile le piante con sintomi di malattia per evitare che si propaghino anche alle altre.
  • Evitare insetticidi non ammessi in agricoltura biologica, e anche per quelli ammessi, attenersi scrupolosamente alle indicazioni che si leggono in etichetta. Molti prodotti infatti, nell’uccidere gli insetti dannosi, uccidono anche quelli neutri e quelli buoni, che si cibano proprio degli insetti nocivi.

Raccolta

La raccolta deve essere tempestiva per massimizzare la qualità del prodotto, ed è scalare. I fagiolini devono essere raccolti quando i baccelli sono ancora teneri e abbastanza piccoli, perché crescendo perdono tenerezza e sviluppano il filo nel punto di sutura tra le due valve del baccello. Noteremo che la pianta che sta emettendo i primi baccelli presenta anche dei fiori, i quali daranno le produzioni successive. Quando le piante iniziano a produrre conviene tenerle controllate almeno ogni 4 o 5 giorni, in modo da trovare sempre i nuovi baccelli quando sono al meglio delle condizioni, e per far questo è importare ispezionare le chiome, aprendole e controllando bene anche in basso. Nelle varietà a baccello viola è più facile scorgere i baccelli grazie alla totale diversità di colore rispetto a fusti e foglie, mentre nelle varietà a baccello verde, questi possono mimetizzarsi più facilmente.

Avere più produzioni nel tempo

I fagioli da sgranare possono essere raccolti freschi o secchi. Nel primo caso possono essere consumati tali e quali, senza ammollo, e la conservazione eventuale deve avvenire in frigo per pochi giorni. Se lasciamo che i fagioli secchino sulla pianta prima di raccoglierli, potremo conservarli a lungo, ma per sicurezza è importante tenerli stesi in un luogo protetto e al sole per completare bene l’essiccazione, onde evitare successive muffe.

Come nel caso di molte colture, per fagioli e fagiolini è conveniente realizzare più cicli di semina, in modo tale da ottenere raccolti differiti nel tempo. Se le prime semine avvengono a metà aprile, ad esempio, ne può seguire un’altra a metà maggio, e un’altra ancora a giugno o a luglio. Fino alla fine del mese di luglio, almeno per le varietà nane, si può ancora seminare per raccogliere fino a settembre inoltrato.

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Foto: Fagioli nani seminati a file

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.