Come preparare un terreno sciolto e fertile

Il terreno che deve ospitare le patate deve essere fertile e ben lavorato. È preferibile dedicare loro un appezzamento già coltivato e lavorato da qualche anno perché con molta probabilità si trova già in una condizione di scioltezza, mentre il lavoro di dissodamento sarà più impegnativo.  In ogni caso una lavorazione profonda è necessaria, con la vanga o con il forcone, e deve poi essere seguita da una zappatura e da una passata di rastrello con cui livellare la superficie. Potete coltivare anche solo un’aiuola di patate, così come uno spazio maggiore. Chi ha uno spazio grande da dedicare alle patate può lavorarlo con attrezzi meccanici, ma bisogna tenere presente che la fresa crea una certa suola di lavorazione: è meglio preferire una motovanga, benché più costosa. Al momento delle lavorazioni bisogna incorporare 3 o 4 kg al metro quadrato di compost maturo, o del letame se disponibile. Se si utilizza pollina invece la dose scende a 1,5 kg perché è più concentrata. In mancanza di questi ammendanti si utilizza lo stallatico, anche in pellets, cospargendolo a manciate senza eccedere.

Il tubero seme

Per la semina delle patate viene utilizzato il tubero seme, ovvero patate coltivate dalle ditte sementieri proprio con questa destinazione, e il cartellino ci garantisce l’appartenenza alla varietà scelta, la loro salubrità e assenza di virus specifici. Indicativamente per 10 mq di coltura servono 1,5- 2kg di tuberi-seme.

Quali patate scegliere

La scelta della varietà di patate può essere svolta con molti criteri e il nostro gusto personale sicuramente non è dei meno importanti. Tuttavia, un aspetto da tenere in particolare considerazione è la lunghezza del ciclo, che dalla semina alla raccolta può variare tra i 100 e i 150 giorni. Patate precoci offrono il vantaggio di lasciare il terreno libero in tempo per qualche ortaggio autunnale che si trapianta in estate e se si coltiva un orto piccolo è consigliato tenerne conto.

Il taglio

Idealmente i tuberi che ci vengono venduti per la semina sono piccoli e quindi possono essere interrati tali e quali, altrimenti è opportuno tagliarli almeno in due parti. Il taglio non deve essere casuale ma deve avvenire nel senso longitudinale, perché le gemme più numerose e vigorose si trovano sulla testa del tubero: col taglio longitudinale vengono ripartite equamente tra le due metà. La parte opposta della testa è l’ombelico, nel quale possiamo ancora vedere una piccola fossetta, che era il punto in cui la patata era attaccata alla pianta.

È consigliato tagliare il tubero almeno un giorno prima della semina perché si crei una membrana che ostacola l’ingresso di patogeni.

Scavare i solchi

I solchi devono essere abbastanza profondi e possono essere tracciati manualmente con una comune zappa o se, disponibile, con un attrezzo che si può attaccare alla motozappa. La distanza tra i solchi deve essere almeno di 70 cm, meglio se 80 o anche 90 se abbiamo molto spazio, perché poi, una volta che le piante saranno cresciute, avremo modo di passare tra le file senza problemi, per esempio per controllarne lo stato di salute e ispezionarle.

La semina

Per la semina è saggio attendere che le temperature siano oltre gli 8-10 °C, e questo avviene, a seconda delle zone e delle annate, tra marzo e aprile. In montagna effettivamente è difficile poter seminare patate prima di aprile, e in ogni caso conviene attendere che i rischi di gelate siano terminati. Si procede mettendo nei solchi i tuberi, interi o tagliati, distanziandoli 25 -30 cm. Poi con un rastrello si ricoprono tutti i tuberi, facendo in modo di garantire loro uno strato di circa 10 cm di terra.

La cura delle piante nelle prime fasi

Le piante di patata spuntano dopo almeno 20 giorni dalla semina e anche oltre e iniziano a crescere visibilmente per tutta la primavera, sviluppando fusti e foglie composte, di colore verde abbastanza chiaro. La parte aerea della pianta contiene molta solanina, che è un alcaloide tossico in quelle quantità, e che serve alla pianta come protezione naturale dai parassiti.

Acqua

In genere le patate non devono essere irrigate molto, solo nel caso di mancanza prolungata di piogge, e quindi non sono molto impegnative da questo punto di vista. Il periodo critico, nel quale la siccità avrebbe effetti particolarmente negativi, è l’inizio della fioritura, perché è in questa fase che nel terreno si differenziano i tuberi. Se vogliamo raccogliere patate grandi e di buona qualità, in assenza di pioggia dovremo ricordarci di irrigare all’inizio della fioritura.

La prima rincalzatura

Quando le piante di patate sono alte circa 20 cm possiamo procedere con la prima rincalzatura, lavoro che consiste nel passare la zappa tra le file addossando un po’ di terra ai lati, al colletto delle piantine, in modo che sia assicurato loro un monticello di terra per il corretto sviluppo dei tuberi.

Primi trattamenti

Per i primi trattamenti contro la dorifora si attende fine maggio-giugno, e anche verso le patologie fungine non dovrebbero esserci problemi nelle prime fasi della coltura. Potremmo tuttavia fare un trattamento preventivo con un prodotto a base di propoli, che stimola le difese naturali dei vegetali. Lo si può eseguire con una comoda pompa elettrica a spalla in poco tempo, ed ha un effetto rinforzante sulle piante.

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Foto: Tubero seme

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.