A proposito di quest’ultimo punto, va considerato che nell’ulivo i rami tendono a fruttificare nella porzione mediana e basale e ad emettere germogli nella parte apicale. Per cui, se in fase di potatura dell’olivo non si correggesse questo modo di accrescersi, si avrebbe uno spostamento dalla vegetazione verso l’esterno ed un conseguente progressivo accumulo di legno.

Per contrastare la tendenza all’invecchiamento e spostamento della vegetazione verso l’esterno, le branchette fruttifere esaurite (defogliate e con pochi e corti germogli) vanno rinnovate. A questo proposito si utilizza uno dei succhioni deboli (maschiocelli), o meglio una delle branchette da essi derivate, che in genere si formano alla base della branchetta esaurita. L’obiettivo è riportare indietro la zona vegetativa con un conseguente rinnovamento della pianta.

Così operando, con il procedere degli anni, si formano strutture composte da una serie di archetti che portano all’estremità la porzione fruttificante. Quando la serie di archetti si allunga eccessivamente, si riporta indietro la vegetazione utilizzando un succhione alla base della branchetta.

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Foto: Olivo coltivato a vaso policonico

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La Fondazione Minoprio è essenzialmente un Centro di Formazione e un Centro di Servizi per il Lavoro che gestisce un parco storico, agricolo e naturalistico, a 25 km da Milano e 10 da Como, di proprietà della Regione Lombardia.