Condizioni fondamentali per l'attecchimento dell'innesto

Esistono diverse tipologie d’innesti con nomi differenti che variano in base alle parti innestate. Anche se si tratta di nomi diversi, gli innesti seguono regole comuni. Affinché l’innesto attecchisca e dia i risultati sperati, è sempre indispensabile che accadano le seguenti condizioni:

  • Affinità d’innesto. E’ una delle condizioni che danno origine a un’unione durevole nel tempo ed efficiente dal punto di vista funzionale. L’affinità è determinata dalla vicinanza botanica; questa è massima fra le varietà appartenenti alla stessa specie botanica e diminuisce quando si cerca di unire specie dissimili o addirittura generi botanici diversi.
  • La corretta sovrapposizione delle zone   rigeneratrici (cambio) è un’altra condizione da rispettare affinché il processo istologico della saldatura avvenga tra le due parti che si mettono a contatto. Il cambio è un sottilissimo strato di cellule meristematiche situato tra il legno e il libro; ogni anno produce un anello di accrescimento che permette al tronco e ai rami di ingrossarsi.
  • La polarità. Quando s’inserisce la marza nel portainnesto, le gemme devono essere mantenute con l’orientamento originale che avevano prima del prelevamento
  • Periodo di esecuzione dell’innesto. La stagione degli innesti va da gennaio a settembre. La maggior parte degli innesti si esegue in due epoche abbastanza definite: fine dell’inverno e fine dell’estate, quando la temperatura dell’aria non è più tanto bassa o tanto alta e la pianta ha un’attività vegetativa non particolarmente accentuata. Gli innesti eseguiti da gennaio a giugno sono definiti vegetanti, poiché le gemme della marza germogliano subito dopo l’innesto; quelli fatti da luglio a settembre sono generalmente dormienti, poiché le gemme schiuderanno solamente nella primavera successiva, dopo il riposo invernale.

Criteri di scelta della marza

Un aspetto molto importante è la scelta del tipo di gemma e di ramo da innestare.  Molte specie possiedono gemme a legno e miste; queste ultime danno origine sia a un germoglio sia ai fiori (melo, pero, vite, kiwi, cachi). Le drupacee (albicocco, ciliegio, pesco, mandorlo, susino) hanno gemme specializzate a legno e a fiore; spesso questi due tipi di gemme sono presenti sullo stesso nodo, ma in alcuni casi ciò non avviene e per il successo dell’innesto è indispensabile che la gemma scelta sia a legno. Le marze vanno prelevate da piante sane; i migliori rami sono quelli di un anno di medio vigore, ben esposti alla luce e situati nella parte intermedia della pianta. Per gli innesti di fine inverno, le marze vanno prelevate un po’ di tempo prima della loro esecuzione, in condizione di completo riposo, e conservate in frigo avvolte in un sacchetto di polietilene alla temperatura di 2/3 °C.

Generalità sui diversi tipi d’innesto

Gli innesti si suddividono in tre gruppi principali: innesti a marza, in cui il nesto è costituito da un segmento di ramo provvisto di due o tre gemme; innesti a gemma o a scudo, quando il nesto è costituito da una sola gemma; innesti per approssimazione, quando si uniscono due piante intere e il distacco avviene a saldatura avvenuta.

Innesto a gemma dormiente

Si attua quando le piante entrano nella fase vegetativa discendente, cioè in luglio-settembre; tuttavia sono ancora sufficientemente in succhio per permettere la formazione di nuovi tessuti. La gemma si preleva all’atto dell’operazione.

Al tuo fianco con:

Foto: pianta innestata

Agr. Antonio Velonà

Agrotecnico Antonio Velonà, docente di pratiche agrarie, adesso in pensione, ha svolto la sua attività nell’indirizzo agrario dal 1974 al 2017 presso l’Istituto d’Istruzione superiore “V.F. Pareto” di Milano. Nella sua lunga carriera ha coordinato tutte le attività di laboratorio inerenti al frutteto, le serre e il giardino. Dal 2001 al 2005 ha collaborato come docente con la Fondazione Minoprio nei corsi di formazione professionale