Innesto a gemma dormiente

L’innesto a gemma dormiente è uno dei principali tipi di innesti estivi, eseguito tra agosto e settembre. Le marze appena raccolte devono essere subito private delle foglie, lasciando una porzione di picciolo fogliare accanto alla gemma per evitare la disidratazione. Devono essere poste a bagno in un secchio d’acqua o conservate in un sacchetto di polietilene se utilizzate immediatamente, in frigorifero a 3-4 °C, se utilizzate nei giorni successivi.

L’esecuzione dell’innesto è uguale a quello per la gemma vegetante. S’incide la corteccia del portainnesto con un primo taglio longitudinale per una lunghezza di circa 3 cm, e poi uno trasversale lungo 1/1,5 cm, eseguito in alto rispetto al primo taglio a formare una T. Il taglio può essere fatto anche in basso per alcune specie, dove si prevede un pianto abbondante che potrebbe impedire i normali processi istologici di saldatura. In questo modo, invece, il flusso della linfa è scaricato verso il basso. In questo caso si parla di “T” rovesciata. Preparato il soggetto, si preleva lo scudo. Si opera incidendo orizzontalmente un centimetro sotto la gemma, per una larghezza complessiva di taglio di 5/6 millimetri. Quindi, si scende con la lama del coltello sotto la gemma e si prosegue lasciando una codetta lunga che sarà poi rifilata in corrispondenza del taglio trasversale del soggetto una volta inserito lo scudo sotto la corteccia.

Si procede infine alla legatura usando il nastro buddy tape o altro materiale. Per la migliore riuscita dell’innesto è molto importante che sia intaccata solo la corteccia, in quanto, se è intaccato l’alburno, si può avere una necrotizzazione dei tessuti.

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Innesto a pezza

Si preleva la gemma con un rettangolo di corteccia (pezza) e, sul soggetto, si toglie un rettangolo di corteccia uguale a quello che porta la gemma da innestare. Si applica quindi il rettangolo con la gemma nel vano praticato sul soggetto e poi si fa la legatura in modo che la pezza si mantenga ben aderente al soggetto. L’epoca di esecuzione varia in base alla pianta e va da maggio (olivo) fino ad agosto dove si può eseguire sul noce e sul castagno.

Innesto a zufolo

Detto anche innesto ad anello, è un tipo d’innesto che generalmente dà buone percentuali di attecchimento. Dal portainnesto si asporta un anello di corteccia praticando due tagli paralleli orizzontali e uno longitudinale, che unisce gli altri due. Dal ramo della cultivar che fornirà il nesto si preleva un analogo anello di corteccia, comprensivo di una o più gemme. L’anello così preparato va a sostituirsi alla corteccia del soggetto. Durante l’inserimento dell’anello sul soggetto si possono verificare tre possibilità:

  1. Portainnesto e ramo sono dello stesso diametro: in questo caso l’anello andrà a ricoprire l’incisione e i due lembi della corteccia si riaccosteranno quasi perfettamente.
  2. Il ramo della cultivar ha un diametro maggiore: in questo caso, sull’anello, basterà eliminare con un taglio longitudinale la porzione di corteccia in eccesso.
  3. Qualora il ramo abbia un diametro inferiore a quello del portainnesto occorrerà lasciare attaccata una striscia che interessi quella parte di legno del soggetto che altrimenti resterebbe scoperta.

Avvenuta l’inserzione dell’anello, si passerà alla legatura. L’innesto a zufolo è eseguito in primavera o a fine estate, in base alla pianta su cui si opera (castagno e olivo a maggio; vite a fine estate).

Innesto a chip budding

Un’ulteriore tipologia di innesto estivo è il chip budding, che può essere utilizzato con buoni risultati per tutte le piante da frutto e realizzato sia a gemma vegetatane, prelevando lo scudetto da un ramo frigo conservato e operando alla fine dell’inverno oppure ad agosto settembre come innesto dormiente. Si attua preferibilmente su portinnesti almeno di un centimetro di diametro. Il taglio sul portainnesto, fatto su un tratto liscio, s’inizia con un’incisione, sotto la gemma, profonda circa tre millimetri, inclinata verso il basso di 20°. Il secondo taglio si fa iniziare 2-4 cm sopra il primo, fino a incontrare quest’ultimo. Successivamente si rimuove la scaglia (chip). La gemma è rimossa dal ramo della cultivar da innestare con lo stesso modo, dopo di che è posta nella sede ricavata sul portainnesto.

Una delle caratteristiche dell’innesto a chip budding è che, anche se non combaciano perfettamente le zone cambiali, l’innesto si salda rapidamente nella parte bassa inserita sotto la corteccia. Mentre il callo di cicatrizzazione raggiungerà i lati della gemma nel giro di un mese. Questo fa sì che l’esecuzione sia piuttosto rapida e rende l’innesto molto pratico, garantendo comunque un’alta percentuale di attecchimento.

 

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Tecniche di innesto

Agr. Antonio Velonà

Agrotecnico Antonio Velonà, docente di pratiche agrarie, adesso in pensione, ha svolto la sua attività nell’indirizzo agrario dal 1974 al 2017 presso l’Istituto d’Istruzione superiore “V.F. Pareto” di Milano. Nella sua lunga carriera ha coordinato tutte le attività di laboratorio inerenti al frutteto, le serre e il giardino. Dal 2001 al 2005 ha collaborato come docente con la Fondazione Minoprio nei corsi di formazione professionale