I pomodori

Le piante di pomodoro possono produrre fino a settembre inoltrato, ma spesso gli ultimi frutti restano verdi o al massimo diventano arancioni. Gli attacchi estivi delle cimici, divenute più aggressive negli ultimi anni, rendono le cose più complicate e portano spesso i frutti a deperire prima della loro maturazione. Con le piante praticamente secche o debilitate da questi insetti o da patologie varie, all’inizio dell’autunno conviene pertanto raccogliere tutti i pomodori rimasti, anche quelli verdi.

Non tutti sanno che con i pomodori verdi si possono preparare delle ottime marmellate, in ricette analoghe a quelle più comuni. Conviene quindi provare e verificare di persona.

Tutte le piante di pomodoro estirpate devono essere portate al cumulo di compostaggio, in modo tale che ogni resto venga trasformato da moltissimi microrganismi per tornare alla terra. In natura non ci sono rifiuti, tutto evolve in un circolo virtuoso. Prima di destinare le piante al compost, un’attenzione speciale deve essere posta alla raccolta paziente di tutti i legacci con cui queste erano state fissate ai tutori. Di solito i legacci sono di materiale inorganico e quindi non devono finire nel compost, cosa che spesso accade accidentalmente.

I tutori, se sono ancora in buono stato, possono essere riposti in previsione di un loro futuro riutilizzo.

Altre piante da togliere

Durante questo periodo si tolgono dall’orto anche le piante di zucche, di zucchine, e anche di fagiolini se non presentano più alcun fiore. Di solito peperoni, peperoncini piccanti e melanzane invece possono andare avanti ancora fino a tutto ottobre, sempre che il meteo sia clemente durante questo mese. Molti fiori annuali come zinnia, calendula e cosmea sono ormai secchi e possiamo continuare a prelevare i loro semi per l’anno prossimo ed eliminare le piante. Spesso tagete e nasturzio continuano invece a restare fioriti anche nel mese di ottobre, ma tutto dipende dal decorso stagionale, quindi sta a noi attendere e valutare quando toglierle.

Destinazione compost ma con criterio

L’autunno è una stagione nella quale il cumulo di compostaggio viene alimentato in modo molto abbondante, in virtù della mole di resti colturali che l’orto produce, a cui si aggiungono le foglie cadute dagli alberi. Bisogna però evitare di accatastare semplicemente tutti i resti gli uni sugli altri, ma gestire il compost correttamente, in modo da favorire la sua trasformazione.

Intanto, bisogna verificare se il compost già presente, frutto degli scarti accumulati nei mesi scorsi, è maturo, e in caso affermativo, setacciarlo e distribuirlo sull’orto. Se la maturazione richiede ancora tempo, e si vedono ancora tanti materiali indecomposti, è bene comunque non mettervi sopra tutti i nuovi resti, ma formare con questi ultimi un nuovo mucchio lì accanto. Per gestire tutto il nuovo materiale da compostare è utilissimo tagliare i fusti delle piante in pezzi lunghi una spanna, mediante cesoie di qualità e robuste. I fusti dei pomodori, ad esempio, sono diventati piuttosto duri a fine ciclo, e quindi saranno lenti a decomporsi se lasciati interi. I materiali fibrosi di questo tipo devono essere miscelati a quelli più teneri come erba e foglie, col risultato che la massa risulterà ben bilanciata.

Ripulire l’orto

L’orto in questa fase viene ripulito non solo dalle colture che hanno terminato il loro ciclo, ma anche da tutta l’erba che si è sviluppata nel frattempo. Togliere i resti delle piante dal terreno è anche un modo per eliminare fonti di inoculo di patologie fungine o batteriche che hanno colpito le colture nei periodi precedenti. Nel compostaggio infatti si ottiene una devitalizzazione di molti patogeni dannosi perché il lavoro dei microrganismi determina un certo innalzamento delle temperature.

Gestire lo spazio ricavato

Tutto lo spazio che si ottiene dall’estirpazione delle colture terminate può essere utilizzato subito o nella futura stagione, secondo un progetto personale dell’orto. È di grade utilità infatti progettare sempre gli spazi, idealmente all’inizio di ogni anno, e tenere sempre traccia di ciò che si realizza effettivamente, in modo tale da impostare correttamente le rotazioni colturali negli anni. Se però si è ancora indecisi o inesperti, ci può essere utile sapere che l’autunno è un buon periodo per la semina di aglio e cipolle, ma anche di fave e piselli se viviamo in una zona ad inverno mite. Altrimenti possiamo pensare a destinare alcune aiuole libere ad un sovescio, ovvero specie che seminate in questo periodo, verranno interrate nella prossima primavera per fertilizzare il terreno con la propria biomassa. La pratica infatti viene anche chiamata con il termine di “concimazione verde”.

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Foto: Piante di pomodoro a fine ciclo

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.