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La rogna dell’olivo

In questo video Alessio Giacopini spiega le cause e le caratteristiche della rogna dell'olivo, una malattia batterica che colpisce le piante di olivo di tutte…
La rogna dell’olivo

Propagazione e sviluppo

Il batterio è di tipo epifitico (che vuol dire che vive sulla chioma delle piante). Più precisamente vive sui rami degli alberi e si annida sulla pagina inferiore delle foglie. Non vive sotto terra e ha vita molto breve sul terreno. Da queste prime caratteristiche si deduce, altrettanto logicamente, che i batteri non vivono e di conseguenza non si propagano attraverso le radici così come non colonizzeranno le varie parti di chioma dell’olivo partendo dal suolo. Se lasciamo quindi dei rami infetti sul suolo i batteri presenti non si propagheranno da questi ultimi verso la chioma. Invece, essendo presenti tutto l’anno sui rami delle piante, bisognerà cercare lì la fonte dell’inoculo.

Su suolo e nel terreno il batterio ha vita breve (3-10gg). Nell’olivo e altre oleacee come il ligustro si possono avere caratteristiche formazioni del tubercolo nel punto di infezione ma anche collocazioni periferiche dei cancri dovute a propagazione sistemica (attraverso la linfa e i canali legnosi). Numerosi lavori spiegano quali sono le modalità di propagazione della malattia. Sono state eseguite negli anni altrettante indagini molecolari col fine di isolare i vari ceppi di Pseudomonas Savastanoi, per comprenderne meglio i meccanismi di propagazione ma anche per capire quali erano le reazioni dell’olivo durante i vari stadi di sviluppo dei cancri. Varie analisi dimostrano che la formazione delle zone infette è correlata a produzione di acido indolacetico e di citochinine nelle zone malate. Si incontrano anche zone malate in prossimità della zona primaria, il batterio ha quindi capacità invadente, ovvero di metastatizzare e propagarsi per via sistemica (entrare in circolo attraverso i dotti linfatici) (Penyalver et al, Phytopathology, 96: 313-319, 2011).

I cancri in fase “giovanile” sono di colore marrone chiaro tendente al verdognolo ed hanno un aspetto abbastanza liscio, poco ruvido. All’interno i tessuti sono di tipo spongioso. Invecchiando, i tubercoli crescono in dimensione e diametro e assumono una colorazione marrone scura. Hanno sembianze simili a mezze palle craterizzate. Sono formate da tessuti necrotizzati all’esterno, simile a croste più o meno grosse unite tra loro con evidenti solchi.

Il ciclo del batterio è molto semplice. Pseudomonas Savastanoi rimane inattivo sulle piante e sulle pagine inferiori delle foglie finché le condizioni ideali non si presentano e non trova una via di accesso all’interno della pianta. I periodi di maggiore infezione sono autunno e primavera.

La propagazione avviene con le goccioline di acqua e l’umidità. La diffusione ha luogo non soltanto tra le varie zone della pianta ma anche nell’oliveto, da pianta a pianta. Se abbiamo olivi sani, Pseudomonas Savastanoi vivrà senza causare danni ma non appena qualche elemento esterno causerà una qualunque ferita sull’ospite questi si insedierà e troverà una via di penetrazione per poter in seguito moltiplicarsi. E’ bene sapere che Pseudomona Savastanoi può anche penetrare dalle apertura stomatiche e creare delle camere all’interno delle foglie (camera substomatica, substomatic chamber). Non casualmente i periodi di maggiori infezioni avvengono durante i mesi di ottobre/novembre e intorno a marzo/aprile che risultano anche essere i momenti di raccolta e potatura. La mano dell’uomo non è l’unico agente scaturente perché la caduta di foglie senescenti o affette da Cicloconio (o occhio di pavone), le grandinate così come i danni prodotti da insetti o uccelli possono creare porte di ingresso verso i tessuti sottostanti.

Le temperature di attività di Pseudomonas Savastanoi sono comprese tra i 5°C e i 40°C circa. Questo ci fa capire che il batterio può penetrare in ferite aperte, se le condizioni glielo permettono (come già detto, ad es. con pioggia). Ovviamente le temperature ideali non sono mai quelle che si situano agli estremi e ma attorno ai 22°C-25°C. L’infezione non reca un danno immediatamente evidente e visivo ai nostri occhi ma si manifesta l’anno successivo. Quindi, per vedere o meno le zone affette dal batterio bisognerà aspettare la primavera seguente. Mi preme sottolineare che l’indice di aggressività (e penetrazione) è direttamente proporzionato a tre parametri che sono, a) presenza di ferite, b) alta umidità, c) temperature intorno a quelle elencate in precedenza (22-25°C). La concomitanza di questi tre fattori è la situazione migliore per la proliferazione della malattia e la peggiore per l’olivicoltore. In conclusione EVITARE ASSOLUTAMENTE di lavorare sull’olivo con rischio di creare ferite se si è in presenza di varietà suscettibili e presenza dei fattori b) e c).

Cura

Non esiste una cura per la risoluzione definitiva della problematica che lega da sempre il patogeno Pseudomonas Savastanoi e l’olivo. Se si è in presenza di varietà ad alta suscettibilità non si potrà mai debellarne la presenza ma si potrà ridurne la carica attraverso trattamenti mirati a base di prodotti rameici. I consigli sono di attenersi alle direttive (non più di 28kg di rame in 7 anni/ha). Altre buone pratiche che devono essere effettuate dall’attento olivicoltore sono una corretta potatura, che non significa capitozzatura e riduzione della quantità fogliare a scapito della parte legnosa, ma eseguita in modo da indurre la pianta in uno stato di equilibrio fisiologico. Se sana (la pianta) sarà in grado di rispondere agli attacchi di Pseudomonas Savastanoi. Una corretta concimazione aiuterà la pianta a rimanere in equilibrio e aumenterà le sue facoltà di rimarginazione delle ferite. Per corretta concimazione NON si intende l’aumento di composti azotati. Questi ultimi non sono mai di aiuto se in quantità superiori a quelle richieste dagli olivi, ma anzi, sono fattori dissestanti l’attività vegetativa e arrecano, spesso, più problemi di quanti non ne risolvano.

 

Le cose da fare e le domande più frequenti:

1. Possiamo lasciare le branche infette sul suolo per poi trinciarle anziché bruciarle?

Sì.

2. Devo trattare le piante dopo la potatura e la raccolta?

Se la stagione è umida e calda assolutamente si.

Se fa caldo e umido si. Se è freddo e umido si.

Se fa caldo e secco posso ovviare.

 

3. Devo disinfettare i miei attrezzi prima della potatura e da pianta a pianta?

Disinfettare non fa mai male ma dipende dal tempo che si ha a disposizione e la quantità di piante di olivo da potare. Abbiamo detto che l’olivo, se sano, sa difendersi da solo, l’importante è non attuare interventi cesori su varietà sensibili in concomitanza dei parametri elencati nell’articolo. Comunque sia, l’infezione avviene anche se non siamo i diretti responsabili delle ferite: grandine, umidità, gelo sono sufficienti per trasportare i batteri o creare varchi per la penetrazione e l’infezione.

4. Quali sono i periodi di maggiore probabilità di infezione e quindi di trattamento?

Dopo la raccolta a novembre e prima della ripresa vegetativa ed emissione di foglie nuove (stesso periodo dei trattamenti da effettuare per combattere l’occhio di pavone (SpiloceaOleagina).

5. Quali sono i prodotti migliori?

Tutti i prodotti rameici vanno bene, l’importante è usarli con coscienza e non superare mai le concentrazioni come da etichetta. Il rame è un metallo pesante che si fissa nel terreno e non va via con le piogge. Terreni con alta presenza di rame sono terreni tossici sia per le piante ma anche per i microbi “buoni” e anche ad esempio per i lombrichi.

6. Il rame è un fungicida, un battericida o cos’altro?

Il rame ha varie funzioni, nel caso di Pseudomonas Savastanoi, ha funzione batteriostatica (ne rallenta il propagarsi) e non battericida (non lo uccide). Sull’uomo non ha effetti tumorali, non è dannoso su donne in gravidanza e non è classificato come mutageno (non arreca danni e modifiche dirette sul dna).

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Foto: Rogna dell'olivo

Dott. Antonio Filippo Lonobile

Specializzato in tecniche del dna ricombinante, è Vicedirettore della Scuola Potatura Olivo, studioso della storia olivicola nazionale ed internazionale. Già campione di Potatura dell'Olivo. Titolare del Trofeo "Alfredo Roventini". Si occupa di formazione e consulenza in Olivicoltura con dellolivo.it.