Preparazione delle talee

La talea semilegnosa, in linea di massima, segue lo stesso procedimento, indipendentemente dal tipo di piante da propagare. Occorre tenere presente che, in genere, le nuove radici nascono sul nodo del ramo, pertanto la parte che va interrata deve essere tagliata al di sotto del nodo con un taglio traversale, mentre il taglio della parte apicale va fatto appena sopra l’ultima gemma con un taglio inclinato a 45° e con inclinazione opposta alla gemma.  Il tratto basale va privato delle foglie mentre vanno lasciate le ultime due tre foglie, ridotte della metà per ridurre la superficie traspirante, attraverso cui la talea può perdere l’acqua. Utilizzare la parte intermedia del ramo, eliminando la cima perché troppa erbacea e la parte basale perché troppo lignificata. Inumidire la parte basale e poggiare la talea sull’ormone radicante.

Talea di olivo

Per realizzare la talea di olivo è necessario individuare un ramo robusto, di un anno prelevandone un tratto di una ventina di centimetri. Il terriccio ideale per la talea di olivo risulta costituito da una parte di terra d’orto, una parte di torba e una di stallatico maturo. La talea, trattata con un prodotto ormonale, viene quindi interrata in un vasetto di grandezza media, inserendola nel terriccio in modo che rimanga fuori terra l’ultimo tratto (dove svilupperà le nuove foglioline).

Talea di fico

Il fico è una pianta che radica facilmente per talea, tanto che la pratica dell’innesto è poco usata se non per cambiare varietà su piante adulte. Sono state sperimentate diverse tecniche di taleaggio, che variano sia per le dimensioni che per le tecniche di piantagione. Le dimensioni delle talee possono variare dai 15 ai 30 cm, ottenute da rami giovani, che poi vengono interrati solitamente in vasi. Il fico è in grado di emettere radici anche partendo da grossi rami piantati in piena terra lasciando fuori l’ultimo tratto. La talea di fico può radicare anche in acqua, avendo cura di cambiarla di frequente. Attorno alla talea è utile formare una sorta di campana, formata da un sacchetto di plastica trasparente in modo da creare un effetto serra per il mantenimento dell’umidità atmosferica e della temperatura. La talea per insacchettamento è un’altra delle tecniche utilizzata per riprodurre il fico.  Consiste nell’avvolgere la base della talea con della carta assorbente umida e poi inserirla dentro un sacchetto di plastica trasparente con sistema di chiusura a zip.

Talea di Kiwi

Il Kiwi può essere moltiplicato per la talea erbacea, semilegnosa e legnosa. Per la talea semilegnosa il mantenimento dell’umidità gioca un ruolo fondamentale. Il prelievo può essere fatto fino a tutto settembre, prelevando dai rami dell’anno, non eccessivamente vigorosi, la parte intermedia, escludendo la parte apicale ancora erbacea. Per facilitare la radicazione delle talee, la superficie di taglio deve essere trattata con ormoni radicanti. Il tempo di radicazione è di circa due mesi.

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Foto: Radici

Agr. Antonio Velonà

Agrotecnico Antonio Velonà, docente di pratiche agrarie, adesso in pensione, ha svolto la sua attività nell’indirizzo agrario dal 1974 al 2017 presso l’Istituto d’Istruzione superiore “V.F. Pareto” di Milano. Nella sua lunga carriera ha coordinato tutte le attività di laboratorio inerenti al frutteto, le serre e il giardino. Dal 2001 al 2005 ha collaborato come docente con la Fondazione Minoprio nei corsi di formazione professionale