Come mai si definisce “Il Maestro Giardiniere”?

Non è stata una definizione mia ma mi fu attribuita da Gianni Bettini un giornalista della Rai con il quale debuttai nella mia prima rubrica televisiva su Rai3 nel 2002. Lui asseriva che dopo quarant’anni di attività vissuti interamente con le piante mi spettava questo titolo e televisivamente venni presentato come “Maestro Giardiniere”. La cosa mi ha molto responsabilizzato nel tempo, ho sempre cercato di trasmettere la conoscenza acquisita negli anni trascorsi dentro il mestiere. Non l’ho mai ritenuta una onoreficenza ma una responsabilità per trasmettere la competenza e soprattutto la passione. Ormai la televisione mi aveva etichettato, chi ama il giardinaggio ha finito per seguirmi ed io ho finito per abituarmi.

Quali sono le attività di cui si occupa principalmente?

Dal 2005 ho rubrica fissa sulla rivista Gardenia dove racconto mensilmente episodi caratterizzati dalle persone che in qualche modo vivono il giardino, per finire alle indicazioni sui lavori e le pratiche da fare nell’orto, frutteto e giardino mese per mese. Pubblico libri e continuo nelle mie rubriche televisive che vanno in onda giornalmente sui canali Marco Polo e Case Design Stili. Collaboro con RaiUno Mattina, e con TV 2000. Tengo conferenze in giro per l’Italia presso Associazioni del verde, Garden Club, Fiere di giardinaggio e insegno corsi a tema specifici alla scuola di Giardinaggio a Flora 2000.

C’è un tipo di rose che le piace particolarmente o che consiglierebbe in particolare ai nostri lettori?

Credo di poter affermare di essere stato il primo ad interessarsi di rose antiche. La mia prima collezione risale al 1975, anni in cui le rose venivano chiamate per il colore figurarsi per il nome e l’anno di nascita. Il mio interesse partì da una rosa bianco rosato che cresceva appoggiato al muro della legnaia dove giocavo da bambino. Quella rosa antica, rampicante, profumatissima e rifiorente si chiama Madame Alfred Carrier, la consiglio da sempre e tutti finiscono per ringraziarmi, vorrei che anche i vostri lettori la imparassero a conoscere.

Quali sono gli errori più comuni nella potatura delle rose?

La paura di accorciare, soprattutto le rose arbustive dette a grandifiori, lasciare invecchiare i rami impedendo la crescita di rami nuovi rallenta la vitalità della pianta provocandone un invecchiamento precoce.

E quali sono i suoi progetti per il futuro?

Continuare a scrivere le mie esperienze, raccontarle negli incontri e in televisione per cercare di trasmettere conoscenza e passione indispensabili per avere successo nella coltivazione.

Ha un consiglio speciale sulla potatura delle rose per i nostri lettori?

Eliminate sempre i rami invecchiati di due anni a vantaggio di quelli cresciuti durante l’anno, accorciateli e avrete rose in quantità e piante giovani.

 

Grazie per il tempo che ci ha dedicato!