Come raccogliere i semi della calendula

I semi della calendula devono essere raccolti soltanto dai fiori ormai completamente secchi. Per sicurezza è meglio scegliere quelli che hanno anche il gambo secco, oltre alla corolla, perché se questo è ancora verde, i semi probabilmente non hanno raggiunto ancora la disidratazione completa.

I fiori della calendula non seccano tutti contemporaneamente, quindi possiamo fare più interventi di raccolta semi, ed ottenerne in questo modo una buona quantità.

Prelevare i semi da questa pianta è molto semplice, perché sono disposti a cerchio sulla corolla di quello che era stato il fiore. Contrariamente alle zinnie, altro fiore di cui conviene tenere i semi, la calendula non ha più i petali secchi attaccati e questo consente una facilissima raccolta dei semi, priva di elementi di scarto. Nel caso delle zinnie, invece, assieme ai semi raccogliamo anche tutti i petali secchi e questi devono essere separati, oppure lasciati insieme ma tenendo conto della loro diluizione al momento della semina. Quindi, per prendere i semi della calendula dobbiamo semplicemente staccarli con le dita dalle corolle e raccoglierli in un recipiente provvisorio. Noteremo che i semi della calendula hanno la forma curiosa di vermicelli ricurvi, cosa che probabilmente avevamo già visto al momento della semina a primavera.

Conservazione

È utile tenere per qualche giorno i semi stesi su un panno a completare bene l’essiccazione. Dopodiché potremo chiuderli in barattoli di vetro e tenerli in un armadio fresco, lontano da fonti di calore. Per evitare di dimenticare di che cosa si tratta, è consigliatissimo apporvi un’etichetta adesiva con scritto “calendula” e l’anno in cui ci troviamo.

Vantaggi

Prelevare i semi della calendula presenta indubbi vantaggi:

  • Una bustina di semi di fiori non è una grande spesa, è vero, ma ne contiene pochi grammi, e di conseguenza se ne può generare un numero limitato di piantine.
  • Quantità. Raccogliendo i semi delle piante secche del nostro orto, possiamo notare che la produzione è molto abbondante, forse persino eccedente rispetto alle esigenze del nostro spazio. Ciò può offrirci la possibilità di seminare calendule anche in vasi, di creare delle bordure per il giardino, o semplicemente di scambiare i semi con altre persone o di regalarne ad altri coltivatori, per diffondere la buona pratica della coltivazione di fiori nell’orto.
  • Le calendule che di anno in anno si riproducono nel nostro spazio mediante la perpetuazione continua dei semi, diventano sempre più adattate al nostro micro clima e al terreno e quindi sviluppano maggiore forza.

Durata dei semi

I semi della calendula, dal momento della raccolta, presentano una durata della germinabilità di circa 5 anni, ma ciò dipende molto anche dalla loro buona o cattiva conservazione. Se ogni anno si riesce a coltivare la calendula e prelevare i semi, non occorre prevedere una loro conservazione a lungo, ma ad ogni modo indicare sull’etichetta l’anno di prelievo dei semi è fondamentale per non perdere di vista la loro scadenza.

Consigli per la semina

A primavera arriverà il momento di tirare fuori i semi conservati e metterli a dimora. La semina delle piantine in semenzaio è più consigliata rispetto alla semina diretta nell’orto, perché in questo modo potremo trapiantare le piantine a distanze idonee, ovvero di circa 25 cm le une dalle altre. Con la semina diretta di solito si ha una coltura più fitta che rende necessario il diradamento delle piantine nate molto vicine.

Già in inverno è utile progettare l’orto e pensare allo spazio da dedicare ai fiori: bordure oppure margini in testa o in coda alle aiuole, o spazi specifici dedicati a fiori ed aromatiche. La calendula è sicuramente tra le specie che donano maggiore soddisfazione e allegria all’orto.

Al tuo fianco con:

Foto: Semi di calendula

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.