La pianta

Ciò che rende apprezzabile il plumbago è un insieme di caratteristiche positive così riassumibili: il singolare celeste puro dei suoi fiori, la lunga durata di fioritura, che si protrae per tutta l’estate, e il vigore, che ne fa una specie a crescita veloce.

È possibile sentire chiamare il plumbago con altre denominazioni, come “gelsomino azzurro” o come “piombaggine”. Si tratta di una pianta a foglia caduca e a portamento sarmentoso, che significa che è provvista di ramificazioni lunghe e flessibili. Si possono trovare una decina di tipi di plumbago, che variano per dimensioni, colori e portamento, anche se dalle nostre parti comunque la pianta raramente supera i 4 metri di altezza.

Le foglie sono di colore verde chiaro, a margine intero e forma oblunga. Le infiorescenze ad ombrella compaiono tra aprile e maggio e durano molti mesi.

Come ottenere un esemplare di plumbago

Per tutta la stagione vegetativa, anche a settembre, è possibile moltiplicare autonomamente il plumbago tramite la pratica della talea. Allo scopo si prelevano da una bella pianta madre alcune porzioni erbacee di stelo della lunghezza di circa 10 cm, e si mettono a radicare in un terriccio ben drenato fino alla primavera successiva, quando sarà possibile la loro messa a dimora nei vasi o negli angoli definitivi del giardino. Data la rapidità di crescita di questa pianta, non dovremo attendere molto tempo per iniziare a godere della sua bellezza rigogliosa. Tuttavia, se desideriamo già avere un esemplare adulto, possiamo acquistare una piantina in vaso e trapiantarla anche prima del riposo vegetativo. Per le piante in vaso infatti sussistono minori vincoli circa l’epoca di trapianto rispetto alle piante a radice nuda.

Esposizione e terreno ideali

Il plumbago desidera un substrato sciolto, ben drenante, con un ph leggermente acido. Per conoscere approfonditamente le caratteristiche del terreno è necessario portare ad analizzare un campione ad un laboratorio specializzato, ma di solito non è necessario perché alcune caratteristiche possiamo ricavarle anche empiricamente. Se notiamo che il terreno è molto argilloso, tende a compattarsi e ad infangarsi, è fondamentale unire sabbia e compost alla buca di scavo in cui intendiamo mettere il plumbago a dimora. Il ph possiamo misurarlo tramite una cartina di tornasole, da immergere in un recipiente contenente un po’ di terreno e acqua distillata. Nel caso in cui il terreno abbia ph maggiore di 7, per renderlo leggermente acido possiamo aggiungere alla terra del terriccio specifico per acidofile.

Se avete già a dimora un plumbago e le foglie appaiono visibilmente ingiallite, è possibile che il problema sia una clorosi dovuta a ph alcalino, quindi in questo caso è utile misurarlo per avere un riscontro e agire di conseguenza. Alla messa a dimora è bene in ogni caso concimare con un po’ di stallatico, da spargere nei primi strati di terreno.

Se intendiamo piantare il plumbago in vaso, è utile sceglierne uno di buone dimensioni e sapere che periodicamente dovremo praticare il rinvaso, trasferendo la pianta in contenitori più grandi con un sostanzioso rabbocco del terriccio e dello stallatico concimante. Raggiunta la dimensione di circa 40 cm di diametro del vaso, possiamo fermarci e ogni anno rinnovare parte della terra e concimare.

Come curare il plumbago

Per prendersi bene cura di questa pianta bisogna dedicarle poche ma importanti cure:

  • Sono fondamentali per vari scopi: stimolare e mantenere nel tempo la fioritura, contenere la crescita della pianta e renderla ordinata. La si pota dopo la fioritura, quindi l’autunno è sicuramente un momento adatto. Non bisogna avere paura nei tagli, con i quali si accorciano tutti i fusti a 40 cm circa, perché nella primavera successiva questi ricacceranno con vigore e la pianta sarà così rinnovata. I fiori vengono infatti emessi dai rami nuovi.
  • Difesa fitosanitaria. Per fortuna il plumbago è una pianta rustica, poco attaccata e questo la rende semplice da coltivare anche ai principianti del giardinaggio. Tuttavia può capitare di notare la presenza di cocciniglie, da debellare tramite oli minerali, e di afidi, che si trattano invece spruzzando del semplice sapone di Marsiglia disciolto in acqua.
  • Durante il periodo estivo bisogna intervenire piuttosto spesso ad irrigare il plumbago, ma sempre senza affogarlo, in quanto le sue radici richiedono sempre un buon drenaggio del terreno.
  • Riparo invernale. Se si vive in una zona caratterizzata da freddo invernale intenso, bisogna coprire la pianta con teli di tessuto non tessuto ad avvolgerla per tutto il periodo.

Curiosità

Oltre al noto plumbago dai fiori celesti, se ne trovano specie di colori diversi, come il Plumbago indica che emette fiori di colore rosso e il Plumbago europea che invece ha fiori rosati.

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Foto: Fiore di Plumbago

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.