L’importanza di una concimazione autunnale

Dopo la produzione, le piante assorbono nutrienti che accumulano come sostanze di riserva, fondamentali per la ripresa vegetativa di primavera. Infatti, le prime fasi del risveglio, con la fioritura e lo sviluppo dei primi germogli, avvengono grazie alle sostanze azotate che la pianta ha potuto immagazzinare negli organi di riserva (radici, tronco e rami). Per questo motivo la fine estate e al massimo l’autunno sono buoni periodi per nutrire il terreno sotto tutta la proiezione della chioma delle piante.

Inerbimento

Scegliere di mantenere inerbito lo spazio tra i filari invece che lavorarlo e tenerlo nudo ha effetti ecologici sicuramente migliori. Un terreno inerbito infatti è più ricco di vita e ci offre maggiore comodità, consentendoci di passare agevolmente con i macchinari, o anche a piedi, evitando la fangosità che hanno i terreni nudi dopo le piogge. L’erba assorbe i nutrienti e l’acqua, quindi potremmo obiettare che ruba sostanze alle piante, in realtà al contrario ha un effetto positivo sul mantenimento della sostanza organica e sugli equilibri biologici del suolo. In autunno di norma non dobbiamo più preoccuparci di tenere tagliata l’erba come nelle stagioni precedenti, ma controllare che non cresca almeno nelle immediate vicinanze della pianta, zona che deve restare libera. In alternativa attorno alla pianta è utile mettere una buona pacciamatura, ad esempio con uno strato di paglia o di foglie.

Vantaggi della sostanza organica

La presenza di sostanza organica nel suolo dovrebbe essere sempre favorita ed incrementata, tramite apporti di letame, compost, sovesci, da realizzare ogni anno. Un terreno sano è ricco di humus ed è in grado di far crescere piante a loro volta sane. Tra gli aspetti positivi che la sostanza organica genera, oltre al miglioramento della struttura e alla cessione di elementi nutritivi, c’è anche un miglioramento della capacità del terreno di trattenere l’acqua, e questo è molto vantaggioso laddove non si riesce ad irrigare con costanza.  Si stima che un suolo con un contenuto pari al 3% di sostanza organica riesca a trattenere circa 2000 tonnellate ad ettaro di acqua, come 200 mm di pioggia. In realtà è meglio puntare ad una percentuale maggiore del 3%, ma per fortuna con una gestione accorta questo non è un obiettivo difficile da raggiungere. Indicatori empirici di una buona dotazione di sostanza organica del suolo sono l’alta presenza di lombrichi e un odore gradevole di terra di bosco.

Fertilizzanti naturali

In autunno distribuire del buon compost o letame maturi attorno alla pianta è sicuramente un ottimo modo per arricchire il suolo di sostanza organica, e quindi di nutrienti. Il compost e il letame verranno mineralizzati dai microrganismi del suolo e grazie all’acqua i nutrienti contenuti penetreranno più in profondità, ma questo processo richiede tempo.  Per fornire una dose di azoto più rapida alla pianta, in modo che la assimili prima di entrare in riposo vegetativo, è possibile somministrare borlande liquide o farina di sangue, fertilizzanti organici usati in agricoltura biologica. Inoltre, si possono distribuire manciate leggere di farine di roccia e cenere di legna, che contengono svariati micro e macroelementi preziosi.  In questo modo le piante ricevono nutrimento sia per l’immediato sia per il futuro.

La buona pratica del sovescio

Una tecnica efficacie per rendere un terreno fertile è il sovescio o “concimazione verde”, ovvero la coltivazione di piante destinate ad essere interrate per fornire sostanza organica al suolo con la propria biomassa. In genere questa tecnica è utilissima soprattutto per i frutteti giovani, e si realizza seminando in autunno o in primavera miscugli di essenze adatte. Per il periodo autunnale ad esempio possiamo orientarci su miscugli comprendenti alcune graminacee come segale, avena, loietto; leguminose come favino, veccia e varie specie di trifogli e brassicacee come senape e colza. La semina può essere realizzata a file o a spaglio, e in questo caso il terreno viene prima lavorato accuratamente. Le essenze avranno modo di crescere durante l’autunno, fermarsi durante l’inverno e riprendere coi primi tepori, per arrivare in piena primavera pronte all’interramento.

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Foto: frutteto giovane, inerbito e pacciamato

Dott.ssa Agr. Sara Petrucci

Sara Petrucci è Dottore Agronomo e da anni si occupa di agricoltura biologica come scelta professionale ed etica. Ha tenuto molti di corsi di orto per privati, ha collaborato a progetti sociali legati all’orticoltura e scrive articoli. Offre consulenze ad aziende agricole biologiche.