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Vantaggi e consigli per l'uso di una serra

Perché tenersi una serra nel proprio orto?

Una serra rappresenta un vero e proprio salto di qualità per l’amatore che coltiva l’orto. Gli ortaggi e le verdure, sarebbero più salutari e più buone di quelle della grande distribuzione, ma anche più ricchi di antiossidanti e altri nutrienti grazie all’assenza di pesticidi ed erbicidi, che ne danneggerebbero il contenuto di nutrienti e il sapore, anche se conservano l’aspetto estetico dei prodotti. La presenza di una serra all’interno dell’orto permetterebbe di soddisfare le esigenze alimentari della famiglia per un periodo molto più ampio rispetto alla sola coltivazione in pieno campo. La serra sfrutta il calore del sole per modificare al suo interno la temperatura indispensabile per la crescita delle piante; questo permette di anticipare semine e trapianti e di proseguire la raccolta di ortaggi fuori stagione quando le condizioni climatiche esterne lo impediscono.

Quali sono i vantaggi di avere una serra?

La serra crea condizioni migliori, di quelli esterni per lo sviluppo delle piante, protegge le coltivazioni da eventi atmosferici come piogge persistenti, grandine, vento ed evita repentini abbassamenti di temperatura. Svincola l’orticoltore dalle condizioni atmosferiche per la semina e i trapianti nei periodi di clima avverso. All’interno delle serre, gli interventi di lotta biologica sono più efficaci, ad esempio la liberazione di coccinella per la lotta contro gli afidi oppure la cattura massale di ditteri o tripidi attuata con le trappole cromotropiche. Sotto serra il sole riscalda l’aria e la terra favorendo un ambiente favorevole alla maturazione anticipata di pomodori, cetrioli e verdure. Per gli appassionati di orticoltura è quindi possibile coltivare già in primavera questi ortaggi bisognosi di calore.

Qual è il periodo migliore per piantare in serra?

L’orticoltore amatoriale non ha interesse ad avere una produzione tutta anticipata, quanto piuttosto poter avere una raccolta più diluita nel tempo per evitare la maturazione contemporanea del prodotto per poi non sapere cosa fare dell’eccedente. Per esempio: nel caso del pomodoro, una raccolta scaglionata nel tempo si otterrà seminando a febbraio una varietà precoce, a fine marzo una con tempi di maturazione normali e in aprile una varietà tardiva; in questo modo si potranno avere pomodori da giugno fino a novembre. La serra consente di mantenere efficiente l’orto anche a dicembre, periodo giusto per seminare la rucola, lo spinacio, il crescione e ogni tipo di cicoria e lattuga da taglio. Secondo dell’andamento climatico della zona, in gennaio febbraio si può cominciare a seminare basilico, melanzana, peperone, pomodoro, sedano. Le zucchine in ambiente protetto possono essere seminate nel mese di marzo, collocando un seme per ogni vasetto, a un cm di profondità con la punta rivolta verso il basso. La piantina può rimanere nel vasetto fino alla formazione di tre foglie vere, generalmente, poi si deve trapiantare in serra fredda oppure all’esterno sotto mini tunnel.

Che cosa conviene piantare in serra e cosa no?

Pomodoro, zucchino, fragola, peperone, lattuga, melanzana, fagiolino sono le specie più coltivate in serra fredda. La produzione è concentrata soprattutto tra marzo e giugno. Nelle regioni dove il freddo non è particolarmente intenso, si possono coltivare ortaggi anche in pieno inverno, come per esempio lattughe, scarola, radicchi e cavoli. La scelta del tipo di ortaggio da coltivare dipende molto dalle dimensioni della serra e dalla superficie di terreno a disposizione per coltivare. Per piccole superfici si può scegliere la coltivazione in vaso. Numerosi ortaggi possono essere coltivati in contenitore: basilico, bietola da coste, carota, cicoria catalogna, cipolla, fragola, lattughe, porro, prezzemolo, radicchio, ravanello, rucola, sedano, valerianella. Buoni risultati si possono ottenere anche con piante di maggiori dimensioni come pomodoro, peperone, peperoncino e altre piante orticole, utilizzando, però, contenitori più capienti. Per una maggiore razionalizzazione dello spazio è consigliabile preferire contenitori quadrati o rettangolari da sistemare in file ordinate. Basilico, sedano, prezzemolo e carota possono essere coltivati anche in vasi di limitate dimensioni mentre per le lattughe si possono sfruttare le cassette di plastica o legno, impiegate per l’imballaggio degli ortaggi.

Alcuni consigli pratici nell’uso di una serra:
 

I due principali elementi da gestire in una serra fredda sono l’umidità atmosferica e la temperatura, elementi che influiscono sui raccolti. L’umidità atmosferica non deve essere elevata; valori prossimi a 80/90% possono causare dei marciumi di origine fungina, pertanto si rende necessario arieggiare la serra nelle ore centrali della giornata per poi richiuderla prima del tramonto in modo che gli ultimi raggi solari permettano l’aumento della temperatura. Non aprire invece con temperature sotto lo zero o nel caso accadano precipitazioni, poiché l’umidità esterna potrebbe essere più alta di quella interna. In caso di formazione di condensa sulla superficie interna, è consigliabile stendere un velo di tessuto non tessuto direttamente sulle piante. Un altro importante elemento che influisce sull’esito dei raccolti durante l’inverno è la temperatura. Per difendere gli ortaggi dalle basse temperature si può ricorrere anche pacciamatura del terreno con paglia, che oltre a proteggere il colletto della pianta dal gelo preserva più a lungo il giusto grado di umidità del terreno. Le colture si possono proteggere dalle basse temperature, montando piccoli tunnel, con teli di copertura costituiti da film plastico trasparente. In questo modo gli ortaggi sono coltivati sotto un tunnel doppio, all’interno del quale è possibile la coltivazione di verdure da foglia, come lattughe e cicorie, anche in inverno. Al fine di assicurare agli ortaggi coltivati sotto questo tipo di protezione, ideali condizioni di crescita, occorre curare anche l’irrigazione; controllare l’umidità del terreno prima di irrigare operando in base alle necessità delle piante.

 

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Testi: Antonio Velonà

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