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Perchè potare le piante da frutto

Per comprendere le motivazioni per cui le piante da frutto sono potate, occorre capire come vegetano in natura, cioè come si sviluppano i rami e i frutti negli anni. La conoscenza dello sviluppo naturale di una pianta è anche la chiave per comprendere al meglio i modi della potatura. Se ipotizziamo di seguire lo sviluppo naturale di una giovane pianta, ci accorgiamo che i rami di un anno, lungo il loro asse, possiedono delle gemme di rivestimento. Alla ripresa vegetativa alcune di queste gemme sviluppano nuovi germogli, altre invece daranno origine a fiori, che poi diventeranno frutti. I nuovi germogli si rivestono di foglie e all’inserzione di ognuna di queste si origina una nuova gemma. In autunno, cadute le foglie, solo i nuovi rami saranno rivestiti di gemme, mentre il tratto di due anni sarà privo di gemme. Negli anni successivi il ciclo si ripete. La chioma si sviluppa e la vegetazione attiva, cioè quella in grado di produrre nuovi rami e frutti, si allontana sempre più dal tronco.
Si può dire che ogni ramo originato da una gemma:
- il primo anno si sviluppa contornandosi di gemme;
- il secondo anno produce frutti e nuovi germogli dalle gemme originatesi l’anno precedente;
- al terzo anno esaurisce la capacità produttiva e diventa unicamente un sostegno per la nuova generazione.

Le piante devono allora produrre nuova vegetazione in grado di sostituire i rami non più produttivi. Questo continuo sviluppo di vegetazione, negli anni, crea una chioma imponente ma anche molto fitta che non lascia penetrare luce nelle parti più interne. Le foglie dei rami più bassi e interni della chioma, non ricevendo un’adeguata illuminazione, non possono eseguire in maniera soddisfacente l’importante processo della fotosintesi clorofilliana.

La vegetazione interna è quindi incapace di generare nuova chioma di vigore adeguato, in grado di dare una produzione di qualità e spesso vive a spese delle foglie attive situate nella parte più esterna della chioma. L’allontanamento progressivo della chioma dal suolo è una caratteristica positiva per la pianta perché permette di sfuggire alla competizione per la luce data dalle altre piante, mantenendo la vegetazione attiva costantemente illuminata. Una chioma molto espansa produrrà molti frutti, non importa se di scarsa qualità per i nostri gusti, ma la pianta deve garantire una buona propagazione della specie attraverso i semi contenuti nei frutti. Il comportamento naturale della pianta non collima però con le esigenze del coltivatore, pertanto possiamo dire che la potatura deve conciliare le esigenze della pianta ma anche di chi la coltiva. Possiamo dire quindi che la potatura si fa per i seguenti scopi:
- contenere le dimensioni della chioma al fine di gestire agevolmente le operazioni colturali necessarie (potatura raccolta, distribuzione antiparassitaria);
- sostituire i rami produttivi, cercando di ottenerli più vicino a possibile alle parti grosse della pianta;
- diradare la chioma mantenendo la giusta distribuzione delle branche e dei rami, per evitare ombreggiamenti e intersezioni tra loro.

Tipi di potatura
La potatura di produzione inizia con l’entrata in piena produzione; in questa fase la pianta raggiunge il suo equilibrio tra chioma e radici, è la fase che interessa maggiormente il produttore perché ottiene una produzione quantitativamente e qualitativamente buona. Lo scopo della potatura di produzione è mantenere il più a lungo possibile questo equilibrio. All’impianto è allora necessario decidere se si desidera un albero che possa essere ammirato per la sua maestosità, oppure avere un albero le cui dimensioni permettano di eseguire con facilità le diverse operazioni e ottenere una produzione di qualità adeguata.
E’ necessario partire nei primi anni di sviluppo con la potatura di formazione o allevamento al fine di predisporre uno scheletro simmetrico e forte, con branche secondarie più lunghe verso la base e più corte man mano che si va verso la cima.
Le singole branche dovranno assumere un aspetto triangolare, con cime leggere e prive quindi di cappello di vegetazione che creerebbe ombreggiamento verso le branche basse. Errori eseguiti durante la costruzione della chioma possono compromettere irrimediabilmente la formazione di una chioma equilibrata. Il risanamento delle piante è uno degli altri scopi che si prefigge la potatura. S’interviene su tutte le parti secche e malate al fine di eliminare tutte le parti colpite da malattie fungine che possono essere veicolo per nuove infezioni. Tali operazioni possono essere fatte in qualsiasi periodo dell’anno e, in genere è consigliato portare fuori dal frutteto tutti i residui di potatura e bruciarli. Spesso, piante trascurate per parecchio tempo perdono la vigoria necessaria per rinnovare i rami fruttiferi. In tali situazioni la produzione e la qualità dei frutti saranno scarse.
La potatura di ringiovanimento eseguita con tagli più energici del normale, unita a una mirata concimazione può consentire una buona ripresa vegetativa. Prima di prendere in mano un attrezzo da potatura, occorre soffermarsi davanti alla pianta, osservare il portamento, la vigoria, la forma, capire quali sono le esigenze della pianta per calibrare l’entità dei tagli. Per finire possiamo terminare che tutti gli interventi di potatura mirano al raggiungimento e al mantenimento dell’equilibrio chioma radici, condizione indispensabile per ottenere produzioni costanti e di qualità.

Testo: Antonio Velonà

 

 

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