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Intervista con l’agronomo Ignazio Perego della Fondazione Minoprio

Dott. Perego, Lei è agronomo presso la Fondazione Minoprio. Qual è il suo ruolo?
Sono stato per 16 anni responsabile dell’azienda agricola didattico-sperimentale della Fondazione e da poco più di un anno sono inserito nell’area marketing e comunicazione.

Parlando delle piante da frutto, anche gli agricoltori hobbisti spesso si scontrano con il problema che le piante possano essere attaccate da malattie, batteri e virus, che possono distruggere il lavoro fatto. Quali sono gli attacchi più frequenti nei frutteti degli hobbisti?
La ticchiolatura del melo e la bolla del pesco per quanto riguarda i funghi; per gli insetti si possono avere attacchi di afidi, tripidi e dei lepidotteri, le cui larve vivono a spese dei frutti, come cydia pomonella, cidya molesta e anarsia: la prima attacca le pomacee, le seconde attaccano le drupacee.
Per le possibilità di difesa per la ticchiolatura si possono usare dei prodotti rameici da utilizzare a riposo vegetativo, per la bolla del pesco sono fondamentali dei trattamenti in autunno con prodotti a base di rame ripetendoli successivamente al rigonfiamento delle gemme.
Per la difesa contro gli insetti possiamo utilizzare dei prodotti a base di piretro con una funzione abbattente verso gli afidi, i tripidi e le forme adulte dei lepidotteri, oppure possono essere utilizzate le tecniche della confusione sessuale e del disorientamento, avvalendosi di trappole a ferormoni o dei dissuasori sempre a base di ferormoni, che hanno lo scopo di confondere l’insetto e impedirne l’accoppiamento e la deposizione delle uova a danno dei frutti.

E come possono gli hobbisti riconoscere gli attacchi e di conseguenza trattarli?
Il riconoscimento è abbastanza facile, bisogna guardare soprattutto l’andamento climatico e meteorologico; in primavera e dopo i periodi più piovosi possono rendersi manifeste le prime infezioni di ticchiolatura. Queste si manifestano per delle maculature nerastre a carico delle foglie dei meli o per delle tacche necrotiche che possono svilupparsi sui frutti: quello è il momento di fare degli interventi di protezione.
Riguardo alle infestazioni da parte di insetti, si possono rinvenire delle colonie di afidi sui giovani germogli di peschi, susini e meli; appena se ne nota la presenza si interviene con dei prodotti abbattenti di estrazione naturale come il piretro o l’olio di neem. Questi prodotti devono essere distribuiti preferibilmente nelle ore serali.
La bolla del pesco si riconosce per la presenza sulle foglie di bollosità e anche qui si può intervenire asportando le foglie infette, qualora siano di un numero limitato, oppure intervenendo con dei prodotti a base di rame, in forma leggera, con una funzione di disinfezione e risanamento della pianta.

La peronospora è una malattia pericolosa per le piante. Quali sono i sintomi e i rimedi?
La peronospora può colpire sia le piante orticole che quelle frutticole; normalmente sono specie differenti che colpiscono le une e le altre. Sul pomodoro e la patata è presente la peronospora delle solanacee, causata dalla Phytophthora infestans, e anche qui in periodi molto umidi e piovosi primaverili si vanno ad utilizzare prodotti a base di verde rame che devono essere distribuiti sulla foglia con cadenza di sette giorni, se la piovosità del periodo è elevata.
Anche la vite è soggetta alla peronospora e si manifesta con le tipiche macchie d’olio sotto le foglie e anche qui, quando il germoglio ha una lunghezza di circa 10 cm e le foglie sono distese, s’interviene da inizio aprile fino alla metà di giugno con trattamenti a base di rame ogni 7-10 giorni a seconda che il periodo sia più o meno umido. 

Quali opzioni esistono per prevenire gli attacchi delle malattie alle piante da frutto?
Sicuramente una scelta varietale può essere indicata per prevenire le malattie delle piante da frutto; infatti esistono varietà di melo meno suscettibili o poco sensibili alla ticchiolatura e varietà di vite resistenti alla peronospora. È comunque da tenere presente che la potatura ha una funzione molto importante, infatti l’eliminazione dei rami secchi, malati, l’eliminazione delle mummie riducono la presenza dei funghi e delle spore che vanno a infettare la nuova vegetazione.

Cosa bisogna considerare in particolare quando si effettuano dei trattamenti nel frutteto a livello hobbistico? 

L’hobbista quando effettua dei trattamenti nel proprio frutteto deve innanzitutto affidarsi a prodotti che abbiano una bassa residualità e tossicità. Sul mercato sono disponibili dei prodotti destinati all’hobbista, non professionali, per applicazioni su piante edibili, cioè i cui frutti possono essere mangiati, e che devono essere sempre distribuiti rispettando le dosi e avendo cura di rispettare l’intervallo di sicurezza, ovvero del tempo che deve intercorrere dall’ultimo trattamento e dal momento della raccolta.

La ringraziamo per averci dedicato un po’ del Suo tempo. Ha un ultimo consiglio per i nostri lettori riguardo la cura delle piante?
Sicuramente utilizzare anche un’attrezzatura idonea che sia controllata e tarata per disperdere in modo preciso i prodotti che si vanno ad applicare per garantire una buona riuscita dei trattamenti ed evitare inquinamenti dell’ambiente o delle culture che non si vuole trattare.

 
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